Autovelox di Oleggio, spunta la perizia. Ferrari: «Il palo è un alibi, quell’apparecchio non è omologato»

La polemica sull’autovelox spento a Oleggio non si placa affatto, ma si trasforma in una battaglia in punta di diritto e di documenti ministeriali. A replicare a muso duro al sindaco Andrea Baldassini, che aveva attribuito lo spegnimento al solo danneggiamento di un palo di sostegno, rivendicando la perfetta regolarità dell’impianto, è stato il consigliere di minoranza Massimiliano Ferrari, che ha contestato punto per punto la versione del primo cittadino, arrivando a parlare senza mezzi termini di «abuso della credulità popolare».

«Io leggo gli atti ministeriali, non racconto sui social la storia del palo»

L’affondo dell’esponente dell’opposizione si basa sui dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Prima di parlare, leggo gli atti, uso la piattaforma ufficiale del Ministero, il decreto ministeriale e i suoi allegati. Altri, invece, pur avendo ben altre responsabilità rispetto alle mie, usano i social e raccontano del palo. Ognuno, del resto, sceglie le proprie fonti» ha esordito Ferrari prima di entrare nel dettaglio tecnico.

«Le fonti ufficiali dicono una cosa molto semplice. Il sistema fisso censito per Oleggio è un EngiNe EnVES EVO MVD 1505, associato al decreto n. 553 del 24 dicembre 2021. L’art. 6 del D.M. 8 giugno 2026 stabilisce che sono considerati immediatamente omologati soltanto i dispositivi conformi ai prototipi indicati nell’allegato B. E nell’allegato B la tipologia installata a Oleggio, non c’è» ha spiegato Ferrari.

Il consigliere ha chiarito anche l’equivoco sui diversi modelli del Comune: «C’è il diverso modello MVD 1605, con un diverso decreto. Sempre per Oleggio risulta anche un Telelaser Truspeed, che effettivamente compare nell’allegato B. Ma è un altro apparecchio, quello mobile. L’omologazione non è contagiosa: non passa da un dispositivo all’altro per il solo fatto che entrambi appartengano all’ente».

Il nodo dei tempi per riparare il danno al palo

Il consigliere di minoranza non ha risparmiato le critiche nemmeno sulla tempistica degli atti comunali e sulla spiegazione legata alla manutenzione: «Il 18 luglio il Ministero ha inserito Oleggio nell’elenco ufficiale dei comuni con un dispositivo spento, pubblicato contestualmente al comunicato sulla disattivazione degli autovelox non in regola. Il 27 luglio compare invece una determina comunale che parla nell’oggetto di “infrazioni semaforiche”, mentre nel testo si occupa di eccessi di velocità, e dispone la riparazione del sistema danneggiato» ha spiegato.

«Ma riparare un palo non omologa ciò che vi è installato sopra» ha attaccato Ferrari, sottolineando come «Il danneggiamento era noto almeno dal 29 settembre 2025, quando il sindaco presentò denuncia. Se la struttura era pericolosa, perché attendere quasi dieci mesi per metterla in sicurezza? E se fosse crollata? Se invece non era pericolosa, perché trasformarla oggi nell’alibi universale per spiegare lo spegnimento?».

La sfida aperta al sindaco: «Se ha l’omologazione, la pubblichi in 30 secondi»

Il consigliere ha lanciato un guanto di sfida pubblico al sindaco Baldassini, chiedendo totale trasparenza verso i cittadini di Oleggio e verso gli automobilisti: «Se il sindaco possiede davvero la prova dell’omologazione, la pubblichi: modello esatto, numero e data del decreto e confuti i dati ufficiali di cui sopra. Servono trenta secondi. Finché non lo farà, la situazione resta questa: le fonti ufficiali dicono che l’apparecchio di Oleggio non rientra tra quelli automaticamente omologati».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.