Una risaia trasformata in un foglio di carta e due varietà di riso utilizzate come colori per tracciare un labirinto di 25 metri. È l’opera di arte ambientale realizzata da GP Colombo nella campagna di Borgolavezzaro e ora al centro della mostra “Cronaca di un labirinto e altre storie”, che sarà inaugurata sabato 19 settembre alle 18 al Museo etnografico Villa Marzoni di Tornaco.
L’esposizione, curata da Fabrizio Parachini, apre l’edizione 2026 della rassegna “Cantieri d’arte” e potrà essere visitata fino all’11 ottobre, il sabato e la domenica dalle 15 alle 18. Al termine dell’inaugurazione è prevista una risottata nel parco della villa.
Il labirinto, figura dalle radici profonde nelle mitologie e nelle narrazioni di culture diverse, è da anni al centro della ricerca espressiva di Colombo. L’artista ne ha indagato forme e significati attraverso tecniche e materiali differenti. La mostra di Tornaco raccoglie una selezione dei risultati raggiunti: disegni a carboncino, stampe a secco bianco su bianco e fotografie realizzate con l’intelligenza artificiale.
Il nucleo principale dell’esposizione è però rappresentato dal progetto «La risaia come un foglio di carta: cronaca di un labirinto», concretizzato nei terreni vicini a Cascina Caccia, a Borgolavezzaro. Colombo ha progettato un labirinto geometrico regolare a pianta quadrata, con ciascun lato lungo 25 metri, utilizzando la risaia come supporto naturale e due tipi di riso, verde e nero, per comporre il disegno.
La semina è avvenuta nel maggio scorso seguendo uno schema prestabilito. Con la crescita delle piante e la sommersione del terreno, tra giugno e luglio il labirinto ha progressivamente preso forma, diventando visibile dall’alto. Un’opera affidata anche ai tempi e alle trasformazioni della natura, chiamata a completare ciò che l’artista aveva progettato.
A Villa Marzoni saranno esposti i disegni preparatori e i materiali relativi alla realizzazione dell’intervento, insieme alle fotografie, in gran parte scattate con il drone da Mario Finotti, che ne documentano le diverse fasi. La mostra rappresenta così la conclusione e, allo stesso tempo, il racconto di un’opera destinata per sua natura a mutare e infine a scomparire.
Nato a Marano Ticino nel 1954, Gianpiero Colombo si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Si è fatto conoscere partecipando nel 1971 alla Biennale dei Giovani di Novara, mentre la sua prima personale risale al 1973, alla Galleria Santo Stefano. Tra il 1976 e il 1980 ha collaborato come rilevatore e fotografo con la missione archeologica dell’Università Statale di Milano, le Civiche Raccolte Archeologiche di Milano e la Soprintendenza archeologica della Puglia.
Dalla seconda metà degli anni Novanta si dedica soprattutto alla realizzazione di installazioni di grandi dimensioni, impiegando materiali eterogenei e non convenzionali. La lunga frequentazione dell’archeologia e l’interesse per il mondo antico lo hanno portato a intrecciare nelle sue opere i contenuti della mitologia con le forme dell’arte contemporanea.
Alla mostra sarà affiancato un incontro di approfondimento. Venerdì 25 settembre alle 21, sempre a Villa Marzoni, Fabrizio Parachini terrà la conferenza «La veglia della ragione genera labirinti», un viaggio tra letteratura, mitologia, cinema e arte.
Il percorso prenderà avvio dalle riflessioni di Jorge Luis Borges, scrittore che ha fatto del labirinto una delle figure centrali della propria opera, per arrivare a Stephen King e al labirinto dell’Overlook Hotel di «Shining», reso celebre dal film di Stanley Kubrick. Nel mezzo troveranno spazio il labirinto di Cnosso, Dedalo e Icaro riletti da Marc Chagall e Herbert Draper; Pasifae e il Minotauro nelle opere di Henry de Montherlant, Henri Matisse e Pablo Picasso; Arianna e Teseo nella pittura di Giorgio De Chirico. Non mancheranno richiami alla biblioteca del «Nome della rosa» di Umberto Eco e all’opera labirintica di Italo Calvino, da «Se una notte d’inverno un viaggiatore» a «La sfida al labirinto».
“Cantieri d’arte” proseguirà domenica 27 settembre alle 21 al Teatro comunale con lo spettacolo «La valigia di San Francesco»; sabato 3 ottobre alle 20 a Villa Marzoni con una paella valenciana preparata con il riso Razza77; venerdì 9 ottobre alle 21 con la presentazione del romanzo «Generazione DDT» di Grazia Rosina, in dialogo con Antonio Costa Barbé. La chiusura è prevista domenica 11 ottobre dalle 15, con una castagnata e un pomeriggio dedicato ai più piccoli. Tutti gli appuntamenti della rassegna sono a ingresso libero.








