L’osservazione dello spazio urbano attraverso l’obiettivo fotografico come strumento per immaginare il futuro del territorio. È questo il filo conduttore che animerà la sede dell’ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola nel tardo pomeriggio del prossimo 17 settembre. Alle 17 prenderà infatti ufficialmente il via il progetto “VEDERE < FARE – Fotografia e Architettura a dialogo”, un’iniziativa fortemente voluta dal consiglio dell’Ordine e coordinata dalla commissione cultura cittadina.
A fare gli onori di casa saranno il presidente dell’Ordine, Matteo Gambaro, e la referente della commissione, Romina Emili, i quali hanno anticipato che l’evento di apertura vedrà come protagonista assoluto il celebre fotografo novarese Maurizio Faraboni. L’incontro non sarà però soltanto un momento di ascolto frontale, ma si fonderà sull’interazione visiva grazie all’esposizione delle immagini realizzate dagli stessi architetti locali che, nei mesi estivi, hanno risposto con entusiasmo alla open call promossa dall’ente.
“Scatta il tuo luogo”: alla ricerca del potenziale inespresso
Il cuore concettuale dell’esposizione si intitola “SCATTA IL TUO LUOGO con un potenziale!”. Come ha illustrato l’architetto Emili: «L’iniziativa ha permesso di raccogliere tra i colleghi iscritti una serie di scatti raffiguranti architetture e spazi del Novarese e del Vco considerati interessanti ma, al tempo stesso, trascurati, poco vissuti o privi di un’adeguata progettazione. L’obiettivo non è la mera denuncia del degrado, ma l’auspicio di una rigenerazione: la “città potenziale” emersa da queste fotografie diventerà oggetto di un dialogo partecipativo e interattivo tra il pubblico, i membri della Commissione e i professionisti dell’immagine chiamati a intervenire».
Da Kate Moss alle zone di guerra: il percorso di Maurizio Faraboni
A guidare questo primo momento di confronto sarà, come detto, Maurizio Faraboni, figura di spicco nel panorama internazionale. Classe 1972, il fotografo novarese vanta una carriera dal fascino romanzesco, segnata da una profonda evoluzione artistica e umana. Avvicinatosi alla fotografia quasi per caso, si è formato come assistente di Monty Shadow, lavorando per un decennio a campagne pubblicitarie globali per colossi come Ferrari, Mercedes Benz e marchi dell’alta orologeria. Negli anni Novanta, affiancando Wahb Mobkhout, ha immortalato il mondo dorato della moda, lavorando con icone del calibro di Kate Moss, Naomi Campbell e Linda Evangelista.
Eppure, parallelamente al mondo patinato del glamour, Faraboni ha maturato l’urgenza di raccontare le verità più scomode del pianeta. Questa necessità lo ha trasformato in un reporter di razza, spingendolo ad attraversare l’Africa per documentare la lebbra, a scendere nelle fogne di Bucarest e a denunciare lo sfruttamento nelle piantagioni della Repubblica Dominicana. I suoi reportage lo hanno portato a viaggiare sulla rotta balcanica e a immergersi nei teatri di guerra più crudi, dall’ex-Yugoslavia alla Siria, fino ai recenti ritorni in Ucraina dello scorso luglio. Un bagaglio di esperienze umane e visive che arricchirà enormemente il dibattito novarese.
Il percorso di riflessione tra urbanistica e immagine non si esaurirà con questo primo appuntamento. Il calendario della rassegna proseguirà infatti nelle settimane successive, portando a Novara altri due grandi nomi della fotografia contemporanea: Marco Introini, atteso per il 24 settembre, e Giovanni Hanninen, che chiuderà il ciclo di incontri il 1 ottobre.








