Certo con l’amore e la pace non si fa il pieno alla macchina o alla motoretta ma prima, senza guerra, non era così caro con il rischio che diventi impossibile o comunque razionato.
Le gite fuori porta a rischio i voli low cost, il rischio di nuovi attentati terroristici, le cronache di questi giorni che precedono la Pasqua sembrano per la generazione dei boomer un deja-vù degii anni ‘70 dello shock petrolifero, con l’America contestata per la guerra in Vietnam, le targhe alterne che l’Unione Europea suggerisce come forma di risparmio. Per tutti gli altri non booomer, quelli piccoli o nati dopo il 1988 con la fine della Guerra Fredda e le grandi speranze di un mondo pacificato sono cronache nuove , di una fantascienza divenuta realtà con un presidente Usa un po’ tocco, sciami di droni che portano morte e distruzione, l’uso delle atomiche minacciato come se non ci fosse un domani.
E poi il riarmo della Germania e della Polonia, quello perfino del Giappone, il ritorno della leva militare obbligatoria. Un futuro minaccioso come mai nel somigliare ad un passato troppo tragico che solo ormai gli ultimi ultra novantenni di noi hanno conosciuto bambini.
In più perfino la minaccia che perfino nella chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove é iniziato il conteggio dei secoli, nemmeno in streaming si sarebbe celebrata la Pasqua.
Non abbiamo mai avuto così bisogno di amore e pace tutti: uomini con le donne, anziani e bambini, italiani e immigrati, europei ed extracomunitari, forse capiremo che non sono sogni zuccherosi e romanticume ma le uniche condizioni, sempre difficili e sempre fragili ma necessarie per poter continuare a vivere su questa piccola Terra.






