Inaugurato ufficialmente il nuovo liceo classico Carlo Alberto: investimento da 9,5 milioni di euro

La storica sede del liceo classico “Carlo Alberto” celebra la sua veste definitiva. L’attesa inaugurazione dei lavori di riqualificazione ha sancito la conclusione di un maxi-intervento finanziato con 9,5 milioni di euro provenienti dai fondi PNRR. Un cantiere che ha permesso di restituire alla città spazi non solo rinnovati, ma consegnati agli studenti e alle studentesse già dallo scorso 7 gennaio, con largo anticipo rispetto alla scadenza inizialmente prevista.

Il ruolo delle discipline umanistiche per la democrazia

A fare gli onori di casa è stata la dirigente scolastica, Giuse Ferolo, che ha voluto porre l’accento sul significato profondo del liceo per la comunità, ricordando come lo spirito socratico sia condizione stessa della sopravvivenza della democrazia.

«Crediamo nella centralità delle discipline umanistiche per costruire la società – ha sottolineato Ferolo –. Solo in questo modo, con una formazione consapevole, i nostri alunni possono mettere in atto da cittadini quell’immaginazione narrativa che consente di mettersi nei panni degli altri. Formeremo cittadini attenti ai valori della solidarietà e della giustizia. L’augurio è che il liceo continui ad essere un faro di cultura e una fucina di menti illuminate che possano contribuire al miglioramento della nostra società».

La sfida vinta contro il cronoprogramma

Il successo dell’operazione, condotta dalla provincia di Novara, sta soprattutto nelle tempistiche. Il vicepresidente, Andrea Crivelli, ha evidenziato con orgoglio la rapidità dell’esecuzione: «Se avessimo rispettato pedissequamente i tempi del cronoprogramma, oggi saremmo ancora in un cantiere. Invece siamo qui con spazi già consegnati dal 7 gennaio. Per noi è un grande risultato, considerando anche che non dobbiamo dimenticarci degli altri tre cantieri ancora da inaugurare. L’emozione c’è sempre, perché i cantieri non sono mai solo ponteggi o certificazioni, ma luoghi vivi».

Una soddisfazione condivisa dal presidente, Marco Caccia, che ha ricordato il peso di questa struttura fondamentale per il territorio: «Noi amministratori dobbiamo combattere quotidianamente con la burocrazia e ci sentiamo coinvolti in queste battaglie logoranti. Ma quando arriviamo a giornate come queste, la soddisfazione ripaga di tutto. La scuola riguarda il futuro, e l’augurio è che i prossimi alunni possano tirare fuori qui tutte le loro potenzialità». Alle congratulazioni si è unito anche il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, che ha elogiato la provincia per aver impostato «un’attività seria di riqualificazione, in linea con quanto il comune sta portando avanti sugli edifici di propria competenza».

Sicurezza e priorità: il monito di Cirio

A chiudere gli interventi è stato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Il governatore ha inquadrato l’inaugurazione novarese in un contesto nazionale complesso, ricordando quanto sia «difficile in Italia ottenere risorse, trovare imprese capaci di rispettare i tempi e, soprattutto, garantire ai giovani spazi sicuri».

Cirio ha toccato un nervo scoperto della storia recente dell’edilizia scolastica piemontese: «La cultura della sicurezza nelle scuole l’abbiamo pagata anche a prezzo di vite umane, come quella di Vito Scafidi, morto sui banchi di scuola per un tubo dimenticato nel controsoffitto a Rivoli. Una tragedia che mi ha colpito profondamente e che ci impone di non abbassare la guardia. Quando le risorse pubbliche sono poche, dobbiamo garantire due priorità assolute: le scuole e gli ospedali».

In questo senso ha inquadrato anche la mattinata: «Essere qui a Novara, poco dopo aver formalizzato l’avvio dei lavori del nuovo ospedale, mi dà un’enorme soddisfazione». Il governatore ha infine rivolto un plauso diretto a Crivelli per la capacità amministrativa dimostrata in questi anni: «Bisogna essere bravi a parlare, ma soprattutto bisogna saper fare le cose, altrimenti alla politica manca un pezzo fondamentale. E qui lo si è dimostrato».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.