Gli ibis sacri cambiano casa: a Novara numeri dimezzati e nidi rimossi senza metodi cruenti

La convivenza tra la città e la massiccia presenza degli ibis sacri entra in una nuova fase. Dopo i mesi in cui il dibattito si è diviso tra l’allarme degli esperti per l’equilibrio ecologico e gli inviti di una parte della cittadinanza a cambiare sguardo verso questi grandi volatili, i risultati del piano di contenimento iniziano a farsi vedere, portando però con sé nuove sfide logistiche per l’amministrazione comunale.

A tracciare il bilancio della situazione è l’assessore all’Ambiente Elisabetta Franzoni, che ha chiarito le prossime mosse di palazzo Cabrino per gestire una presenza diventata, in alcune zone, particolarmente ingombrante.

Esemplari dimezzati, ma colonie in “trasloco”

Il primo dato significativo riguarda la popolazione complessiva dei volatili. Secondo quanto spiegato dall’assessore Franzoni «dopo l’approvazione e l’avvio del piano di contenimento, il numero degli ibis sacri presenti sul territorio cittadino si è di fatto dimezzato. Un risultato importante dal punto di vista del contenimento della specie, che tuttavia non ha eliminato del tutto i disagi per i residenti».

I volatili rimasti in città, infatti, non sono scomparsi, ma hanno semplicemente modificato le proprie abitudini, cambiando le aree di insediamento. «Le colonie hanno progressivamente abbandonato alcune zone periferiche per spingersi prepotentemente verso il cuore del centro urbano, alla ricerca di alberi ad alto fusto dove poter nidificare in tranquillità» ha spiegato l’assessore.

L’invasione all’Allea di San Luca e al Parco dei Bambini

Questo spostamento ha generato nuove criticità. Attualmente, le aree maggiormente prese d’assalto dagli ibis sono l’Allea di San Luca e il Parco dei Bambini. Due dei polmoni verdi più frequentati dalle famiglie novaresi si sono ritrovati a fare i conti con la presenza costante di questi uccelli, il cui stazionamento porta inevitabili disagi legati principalmente al guano, che imbratta i percorsi pedonali, le panchine e le aree gioco, creando non pochi problemi di decoro e igiene urbana.

La scelta del Comune: contenimento rigorosamente non cruento

Per far fronte a questa nuova “invasione” nel cuore della città, l’amministrazione ha deciso di intervenire tempestivamente, ma compiendo una scelta etica molto precisa: l’allontanamento delle colonie avverrà esclusivamente attraverso metodi non cruenti.

L’assessore Franzoni ha sottolineato con fermezza che «non si farà ricorso a pratiche aggressive. Niente spari per l’abbattimento degli esemplari e nessun utilizzo della tecnica dell’oleatura delle uova che impedisce la schiusa bloccando la respirazione dell’embrione. L’unica azione prevista sarà la rimozione fisica dei nidi, operata però in maniera mirata e selettiva: verranno smantellati esclusivamente i nidi vuoti, prima che avvenga la deposizione».

Questa strategia, pur richiedendo un monitoraggio costante e interventi continui sugli alberi del centro, punta a scoraggiare la stanzialità degli ibis sacri in quelle specifiche aree di pregio, tutelando al tempo stesso il benessere animale e offrendo una risposta concreta e civile a un problema ecologico complesso.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata

Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.