“H2NeoN”, l’acqua come cura: a Novara riparte il progetto per i neonati prematuri

Un progetto nato dalla solidarietà per accompagnare la crescita dei bambini più fragili attraverso l’acqua come strumento terapeutico, educativo e relazionale. Si chiama “H2NeoN” ed è il nuovo percorso di idrochinesiologia promosso a sostegno delle famiglie seguite dalla Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Maggiore.

L’iniziativa è stata presentata durante una conferenza dedicata e prende forma grazie ai fondi raccolti nel dicembre 2025 durante lo spettacolo benefico “The Passio”, organizzato al Teatro Coccia. L’evento aveva permesso di raccogliere 4.300 euro, cifra che l’associazione Neo-N ha scelto di destinare concretamente alle famiglie dei bambini nati prematuri, consentendo così di riattivare il progetto di idrochinesiologia interrotto dopo la conclusione del “Progetto Con Me”.

“H2NeoN” avrà durata annuale e coinvolgerà circa diciotto famiglie individuate dalla Terapia Intensiva Neonatale. L’associazione contribuirà alla copertura del 50% dei costi del percorso in acqua, mentre la restante parte sarà sostenuta dalle famiglie, con l’obiettivo di garantire un accesso condiviso e sostenibile al servizio.

Il progetto si inserisce negli interventi di sostegno alla genitorialità e alla stimolazione precoce, rivolgendosi ai bambini nati pretermine che nei primi mesi di vita possono manifestare bisogni evolutivi complessi. L’idrochinesiologia utilizza infatti l’acqua come ambiente facilitante dello sviluppo, capace di offrire protezione, contenimento e una dimensione rassicurante che richiama l’esperienza intrauterina.

«Il progetto H2NeoN rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra ospedale, associazioni e territorio a sostegno dei più fragili – ha dichiarato il direttore sanitario dell’AOU di Novara, la dottoressa Vota –. Investire nella presa in carico di questi bambini significa accompagnare la crescita dei piccoli pazienti e sostenere, allo stesso tempo, il ruolo fondamentale dei genitori nel percorso di cura».

Sottolinea l’importanza del percorso anche il direttore della Terapia Intensiva Neonatale, Marco Binotti: «L’idrochinesiologia offre ai bambini nati pretermine un’esperienza terapeutica altamente facilitante, capace di favorire sviluppo neuroevolutivo, benessere e relazione. Attraverso H2NeoN vogliamo garantire alle famiglie un percorso qualificato e continuativo, che possa accompagnarle anche dopo la dimissione ospedaliera».

Dal punto di vista clinico, le attività in acqua favoriscono l’integrazione sensoriale, la regolazione tonico-emotiva, la coordinazione motoria e lo sviluppo dello schema corporeo. L’acqua diventa inoltre uno spazio relazionale in cui rafforzare il legame tra genitore e bambino attraverso il contatto, il contenimento e la fiducia reciproca.

Il percorso sarà attivato su indicazione medica, a seguito dei follow-up della Terapia Intensiva Neonatale, e accompagnerà il primo anno di vita dei bambini con incontri individuali e attività in piccoli gruppi guidate da operatori specializzati. Tra le esperienze proposte figurano attività di galleggiamento, esercizi di appoggio e contenimento, stimolazioni vestibolari e giochi senso-motori.

“H2NeoN” si presenta così come un intervento integrato che mette al centro non solo il benessere del neonato, ma anche il sostegno emotivo delle famiglie, accompagnandole in un percorso condiviso di crescita e cura fin dai primi giorni di vita.

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