“Irene va al mare”: una vacanza per ricostruire il legame tra madri e figli

Per molte famiglie l’estate significa semplicemente relax, ma per alcune rappresenta una tappa fondamentale in un percorso di rinascita. Torna per l’edizione 2026 “Irene va al mare“, il progetto promosso dalla cooperativa sociale Irene che trasforma una settimana in riviera in un prezioso strumento di autonomia e fiducia per madri in difficoltà.

L’iniziativa coinvolgerà quest’anno sette donne, inserite in percorsi di fuoriuscita dalla violenza gestiti dal centro antiviolenza o in condizioni di maternità fragile e ospiti della struttura “casa Irene“, accompagnate dai loro quindici figli.

Riappropriarsi del ruolo educativo

Il soggiorno non è concepito come un semplice momento di svago. Il cuore del progetto risiede nel delicato equilibrio tra supporto psicologico e autonomia personale. Grazie alla presenza costante degli educatori e al prezioso aiuto logistico di tre volontarie dedicate alla cucina, le mamme vengono sollevate dalle incombenze quotidiane per potersi concentrare esclusivamente sulla ricostruzione del legame con i propri figli.

«Non c’è delega o sostituzione di ruoli» hanno spiegato gli organizzatori della cooperativa. «Il nostro obiettivo è restituire fiducia nelle capacità delle madri, spesso denigrate e svilite da partner maltrattanti. Qui, le donne riscoprono la bellezza e nello stesso tempo la responsabilità di essere madri».

Il diritto al gioco e l’impatto a lungo termine

Per i quindici bambini e bambine coinvolti, il progetto significa la garanzia di diritti fondamentali spesso negati dai traumi domestici: il gioco, l’uguaglianza e la spensieratezza. Vivere il mare e l’aria aperta permette loro di tornare a scuola a settembre con un bagaglio di ricordi da condividere con i compagni, sentendosi esattamente come gli altri, al di là delle difficoltà familiari.

Il successo del progetto, tuttavia, si misura anche oltre i mesi estivi. Le donazioni raccolte permettono infatti di garantire la continuità educativa e psicologica per tutto l’inverno, finanziando un sostegno psicologico mirato per i minori, gite e uscite extra per le famiglie, e percorsi specifici di rafforzamento del legame mamma-bambino.

La raccolta fondi: come sostenere il progetto

Per trasformare questo allenamento all’autonomia in realtà, la cooperativa ha lanciato una raccolta fondi rivolta alla comunità. Per accompagnare al mare l’intero gruppo di 29 persone, coprendo integralmente i costi di vitto, alloggio e trasporto, è necessario raggiungere la cifra di 8.500 euro. Chi lo desidera può donare online visitando la pagina dedicata sul sito della cooperativa, all’indirizzo dedicato.

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