Dieci punti in undici gare e un sedicesimo posto che, seppur momentaneo e con più di due terzi di stagione ancora da giocare, racconta un avvio di stagione del Novara FC non proprio esaltante. Dopo la mancata qualificazione ai play-off dello scorso anno, c’era attesa per scoprire quali miglioramenti sarebbero stati fatti in vista di questa stagione, con la squadra che però, finora, ha faticato parecchio a mantenere un buon ruolino di marcia.
Dopo l’addio a Alessandro Birindelli, tecnico inizialmente designato dalla società per guidare il nuovo Novara ’26/27, la famiglia Boveri ha deciso di affidare le redini della squadra a Manuel Iori, che in queste prime gare sulla panchina azzurra ha sicuramente lanciato segnali positivi. La strada da percorrere, però, è ancora lunga: e se da un lato è presto per dare giudizi, dall’altro è lecito riflettere su quanto osservato nelle prime quattro gare del tecnico varesino alla guida degli azzurri.
Novara, i primi segnali dal cambio in panchina
Quattro le gare con mister Iori in panchina per il Novara, che nelle suddette ha ottenuto una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Quattro punti conquistati su 12 disponibili, e uno score identico a quello di mister Birindelli, che nelle prime di campionato aveva ottenuto lo stesso risultato (sconfitte con Juventus Next Gen e Pergolettese, pari con la Folgore Caratese e vittoria esterna sul Renate).
Ma è anche vero che il Novara, dall’insediamento del nuovo tecnico, ha affrontato due trasferte difficili contro squadre in zona play-off (ovvero Albinoleffe e Arzignano) e ospitato al Piola la capolista Cittadella. Mentre mister Birindelli ha affrontato tre delle quattro squadre che, a questo punto del campionato, sono in una posizione di classifica peggiore rispetto agli azzurri. E più in generale, il Novara delle ultime uscite ha convinto di più per carattere e capacità di aggredire l’avversario, cose che erano mancate nella fatale sfida del Piola contro l’Ospitaletto, che costò la panchina al tecnico toscano. Passi avanti, in questo senso, se ne sono sicuramente fatti.
Restano però altre difficoltà: su tutte quella di trovare la via del gol: sono solo due le formazioni che hanno fin qui segnato meno reti delle 10 azzurre (ovvero Dolomiti Bellunesi e Renate, rispettivamente 8 e 9), senza considerare il fatto che nessun giocatore del Novara ha finora messo a segno più di un gol in campionato. Problemi dovuti anche alle caratteristiche della rosa, con due sole prime punte di ruolo e un Lanini che ancora deve trovare il ritmo giusto per poter essere incisivo. Ma è chiaro che su questo mister Iori dovrà sicuramente ragionare in vista delle prossime gare.
Una difesa in difficoltà
Guardando ai freddi numeri dei moduli, sembrerebbe che mister Iori non ha voluto stravolgere il lavoro svolto dal suo predecessore, affidandosi al 3-4-2-1 visto nei primi match stagionali del Novara. Ma alcune novità si sono viste: in fase di costruzione gli azzurri si schierano spesso con un 3+2, con Collodel e Basso a fare da pivot per l’uscita del pallone verso la trequarti avversaria e i due esterni di centrocampo molto alti; in fase difensiva, invece, il quinto di sinistra (Lartey o, nelle ultime due gare, Zambataro) retrocede all’altezza dei difensori, andando a creare una linea a quattro con Cannavaro che si allarga dall’altra parte, giocando da terzino destro. Una scelta utile per coprire più campo e limitare le imbucate avversarie.
Una scelta che ben si adatta alle caratteristiche degli esterni mancini della rosa: sia Lartey che Zambataro fanno della corsa e della fisicità il loro punto forte. Ma anche qui, c’è tanto lavoro da fare per assorbire al meglio questi cambiamenti, visti i 7 gol subiti nelle ultime 4 partite. E a complicare la situazione c’è anche un’emergenza infortuni che limita, e non di poco, le scelte del tecnico, soprattutto nel reparto arretrato.
L’emergenza infortuni persiste
Non sarebbe corretto analizzare il cambio in panchina senza parlare dei tanti giocatori indisponibili al momento in casa Novara. In vista del Desenzano, mister Iori non potrà infatti contare su Miceli, operato al menisco esterno, Moretti, Scarpetta e Cannavaro, espulso nel secondo tempo contro l’Arzignano. E allargando lo sguardo agli altri reparti, oltre al lungodegente Ranieri, il tecnico varesino dovrà rinunciare anche a Donadio e Da Graça, ai quali si aggiunge un Nichetti da poco rientrato da un risentimento muscolare e un Lartey che tornerà in gruppo dopo dieci giorni di stop.
Il problema infortuni non deve essere un alibi, ma allo stesso tempo è chiaro che condiziona il lavoro del mister, soprattutto in settimana. E come serviranno più partite per poter giudicare davvero i progressi di questo Novara, servirà anche attendere di vedere cosa potrà fare mister Iori con buona parte della rosa a disposizione. Nel frattempo, si attende il Desenzano al Piola, una sfida importante per interrompere il tabù casalingo e, soprattutto, per tornare alla vittoria che manca dal 4 ottobre.








