Addio a Silvano Bertini, il pioniere dell’agricoltura che scelse il campo alla cattedra

Il mondo agricolo novarese e piemontese perde una delle sue figure più carismatiche e visionarie. A soli cinque giorni dal suo novantasettesimo compleanno, si è spento Silvano Bertini, storico direttore dell’Ispettorato Agrario. Toscano di origine ma profondamente legato alla sua terra d’adozione, il novarese, Bertini ha rappresentato un punto di riferimento assoluto per generazioni di agricoltori, scegliendo di dedicare la propria vita al lavoro sul campo nonostante una brillante carriera accademica già tracciata.

Autore di numerose pubblicazioni e co-scopritore, in sinergia con l’Università di Tokyo, di una molecola fungina ad azione antibiotica, rifiutò persino l’invito a tornare in cattedra all’Università di Pisa pur di continuare la sua missione quotidiana al fianco dei coltivatori.

Giunto a Novara nel 1957 dopo aver vinto il concorso da dirigente, il suo impatto sul territorio fu dirompente. In un’epoca in cui il settore rurale guardava con estremo sospetto ai grandi cambiamenti, Bertini seppe introdurre innovazioni strutturali combinando rigore scientifico e grande capacità di ascolto.

Nelle zone collinari affrontò le crisi della viticoltura introducendo i concetti della lotta integrata contro la peronospora, arrivando a coinvolgere i parroci per suonare le campane e radunare tempestivamente i viticoltori nei paesi. In pianura, trasformò il panorama della risicoltura promuovendo lo spianamento delle camere per ottimizzare l’uso delle risorse idriche, mentre in ambito zootecnico rivoluzionò gli allevamenti favorendo le stalle all’aperto e spingendo per l’adozione della fecondazione artificiale.

Accompagnato fino all’ultimo dalla sua inconfondibile cadenza toscana e da un profondo amore per la terra, lascia la moglie, due figli, nipoti e pronipoti, consegnando al territorio un’eredità tecnica e umana inestimabile.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.