Il Festival Cantelli torna a Novara con sei concerti, due anniversari e grandi musicisti

Sei concerti tra novembre e marzo, un programma che intreccia musica da camera e repertorio sinfonico e due anniversari importanti da celebrare: gli 80 anni dell’Associazione Amici della Musica Vittorio Cocito e i 70 dalla morte di Guido Cantelli. È stata presentata dal presidente Ettore Borri la 46esima edizione del Festival Cantelli, la stagione di musica strumentale dedicata al grande direttore d’orchestra novarese, che dall’8 novembre al 9 marzo porterà alcuni interpreti di rilievo in tre luoghi della città: la chiesa di San Filippo al Carmine, il Teatro Faraggiana e il Salone dell’Arengo.

Un’edizione dal particolare valore simbolico, che coincide con gli ottant’anni di attività ininterrotta dell’associazione, fondata nel 1946 nel clima della ricostruzione del dopoguerra. Come ha ricordato Borri, i valori di rinascita morale e culturale che animarono i fondatori dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale continuano a rappresentare il riferimento dell’attività dell’associazione. Proprio perché il Festival si sviluppa a cavallo di due anni, le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario comprendono i concerti della 45ª e della 46ª edizione.

Il cartellone di quest’anno propone un percorso musicale costruito attorno al dialogo tra dimensione cameristica e sinfonica. Accanto a due recital solistici, il programma esplora le possibilità di trasformazione delle grandi pagine del repertorio: composizioni nate per piccoli organici vengono riproposte in veste orchestrale, mentre celebri lavori sinfonici trovano una nuova dimensione attraverso trascrizioni per ensemble ridotti. Un filo conduttore che attraversa l’intera stagione, mantenendo sempre vivo il legame con il repertorio sinfonico tanto caro a Cantelli.

L’inaugurazione è in programma domenica 8 novembre alle 18, nella chiesa della Madonna del Carmine, con il violinista novarese Matteo Ruffo, protagonista di un recital dedicato a Bach, Paganini e Ysaÿe.

Il secondo appuntamento, mercoledì 18 novembre alle 21 al Teatro Faraggiana, vedrà sul palco l’Orchestra San Marco con Domenico Nordio nel doppio ruolo di violino solista e direttore. Dopo una prima parte dedicata a Mendelssohn e Haydn, il concerto proporrà una particolare rilettura del celebre quartetto La morte e la fanciulla di Schubert, nella versione per orchestra d’archi realizzata da Gustav Mahler.

Proprio Mahler sarà al centro anche del terzo concerto, domenica 13 dicembre alle 18 nella chiesa della Madonna del Carmine. Questa volta il percorso sarà inverso: Alessandro Maria Carnelli dirigerà gli otto musicisti del Pierrot Ensemble nella riduzione della Sinfonia n. 6, conosciuta come Tragica, da lui stesso realizzata. Un’occasione per ascoltare una delle grandi opere del repertorio sinfonico attraverso una formazione cameristica.

Dopo la pausa invernale, il Festival riprenderà domenica 7 febbraio alle 18 all’Arengo del Broletto con il pianista Gabriele Buccheri, vincitore del Premio Martucci 2025. Il suo recital sarà dedicato ai Phantasiestücke di Robert Schumann e alle quattro Ballate di Fryderyk Chopin.

Domenica 21 febbraio alle 18 sarà invece la volta delle gemelle Eleonora e Beatrice Dallagnese, duo pianistico tra i più apprezzati della nuova generazione. Il programma riprenderà il tema delle trascrizioni, con le versioni per pianoforte a quattro mani di Petrushka di Igor Stravinskij e dei poemi sinfonici Pini di Roma e Feste romane di Ottorino Respighi.

La chiusura della stagione è fissata per martedì 9 marzo alle 21, nuovamente nella chiesa della Madonna del Carmine, con un concerto dedicato alla musica barocca. In programma L’Apothéose de Lully di François Couperin, composizione che celebra l’incontro tra il gusto musicale francese e quello italiano. A interpretarla saranno Laura Nudo al flauto traversiere, Francesco Facchini al violino barocco, Alessia Travaglini alla viola da gamba e Gian Luca Rovelli al clavicembalo.

Sei appuntamenti che confermano la vocazione del Festival Cantelli a valorizzare la grande musica strumentale, nel segno di una tradizione che da quarantasei edizioni mantiene vivo a Novara il ricordo di uno dei suoi musicisti più illustri.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore