Prosegue il confronto tra la direzione di Radici Chimica e le rappresentanze sindacali sul futuro occupazionale dello stabilimento di Novara. Dopo l’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy, che non aveva sciolto i dubbi dei sindacati sulla concretezza del piano industriale, ieri, 22 ottobre, si è svolta una nuova riunione tecnica tra Rsu e azienda, dedicata alla possibilità di ricollocare internamente altri lavoratori in esubero e alla verifica delle effettive esigenze occupazionali degli impianti produttivi.
Al centro della discussione anche le condizioni di sicurezza del reparto Sale 66, uno dei punti più critici evidenziati dalle rappresentanze dei lavoratori. «Abbiamo ricevuto una serie di risposte rispetto alle preoccupazioni che avevamo sollevato sulla sicurezza – spiega Massimo Olivini, Rsu –. L’azienda ci ha prospettato alcuni interventi da realizzare nell’immediato e altri a medio termine». Le rappresentanze sindacali hanno inoltre chiesto di estendere la valutazione delle necessità di personale anche agli altri impianti produttivi, con l’obiettivo di individuare ulteriori possibilità di ricollocazione.
Un altro passaggio riguarda i lavoratori che nei prossimi tre anni potrebbero maturare i requisiti per l’uscita dal lavoro. Le parti hanno concordato di diffondere un comunicato congiunto per invitare i dipendenti a presentare, su base volontaria, i propri Ecocert, gli estratti conto certificativi rilasciati dall’Inps che consentono di verificare la posizione contributiva. L’obiettivo è ottenere una stima più precisa di quanti lavoratori potranno accedere alla pensione nel prossimo triennio e valutare così la possibilità di ridurre ulteriormente il numero degli esuberi.
Durante la riunione la direzione ha anche presentato una nota informativa relativa al fabbisogno di personale previsto a regime e dopo 24 mesi, sulla base dell’investimento per la realizzazione dell’impianto Sale 66. Un elemento che dovrà essere approfondito per capire quale potrà essere l’effettiva capacità occupazionale dello stabilimento alla luce del nuovo assetto produttivo.
«In questo momento siamo in attesa del verbale della riunione che la direzione aziendale sta predisponendo», aggiunge Olivini.
Il confronto tecnico rappresenta dunque un ulteriore passaggio nella trattativa, ma non supera le criticità emerse nei precedenti incontri. Al tavolo ministeriale i sindacati avevano contestato la mancanza di elementi sufficientemente concreti nel piano industriale, chiedendo una mappatura puntuale del fabbisogno occupazionale e maggiori garanzie sulla sicurezza degli impianti. Restano quindi da verificare sia il numero dei lavoratori che potranno essere ricollocati sia la possibilità di ridurre gli esuberi attraverso le uscite pensionistiche, mentre sullo sfondo rimane aperta la questione della sostenibilità del progetto industriale.
Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre sempre al Ministero dove azienda e sindacati torneranno a confrontarsi sul piano industriale e sulle garanzie per i lavoratori.








