Marcello, l’asino di Gargallo, conquista l’Italia: 29 mila firme e una popolarità da star

A Gargallo, meno di duemila abitanti sopra il lago d’Orta e un asino che ormai conosce tutta Italia, la situazione è decisamente sfuggita di mano. Quello che fino a qualche settimana fa era un normalissimo quadrupede con l’indiscutibile abitudine di ragliare è diventato una celebrità nazionale. Si chiama Marcello, ha quattro anni e, senza aver mai rilasciato un’intervista né pubblicato un video su TikTok, è riuscito a ottenere una visibilità che molti influencer possono soltanto sognare. Il suo segreto? Fare l’asino. Letteralmente.

Tutto è cominciato con le lamentele di alcuni vicini, evidentemente poco entusiasti delle sue esibizioni canore, e la richiesta di allontanarlo dal prato in cui vive. Da lì, il delirio: Marcello è diventato protagonista di articoli giornalistici, servizi televisivi, radiofonici e discussioni sui social. E mentre lui, inconsapevole della propria popolarità, continua a fare l’asino, gli italiani si mobilitano per difenderlo.

La petizione «Marcello deve restare a Gargallo!», lanciata l’8 ottobre su Change.org, continua infatti a raccogliere adesioni: dieci giorni fa le firme erano poco più di duemila, a distanza di due settimane sono oltre 29 mila. Praticamente quindici sostenitori per ogni abitante di Gargallo. Marcello, insomma, potrebbe candidarsi a sindaco e vincere per acclamazione…

A promuoverla è Isabel Schiavio, che abita a pochi metri dall’ormai celebre asinello e che, pur essendo abbastanza vicina da sentirlo, non sembra particolarmente traumatizzata dall’esperienza. «Ogni tanto si fa sentire ma non è una cosa continua che può creare così tanto disagio – racconta –. Ho aperto questa petizione per dare voce a questa situazione perché mi sembra assurdo che si debba trovare tutti i modi per mandarlo via».

La promotrice della petizione prova anche a dare una lettura più ampia della vicenda: «Mi fa riflettere vedere come nella società di oggi si riesca a dare importanza a questioni che, in fondo, sono marginali». Una riflessione che, considerato il clamore raggiunto, appare alquanto pertinente.

Marcello, infatti, diventando un caso di interesse nazionale ha dimostrato che, nell’Italia del 2026, per conquistare l’attenzione generale non servono particolari talenti: bastano un prato, un paio di vicini infastiditi e una buona capacità polmonare.

Ora resta da capire come finirà la battaglia per la permanenza di Marcello. Le 29 mila firme non garantiscono automaticamente che l’asino possa restare dov’è, ma almeno una certezza c’è: a Gargallo non era mai successo che un raglio facesse tanto rumore.

E mentre l’Italia si divide, si mobilita e firma, il diretto interessato continua a brucare l’erba, completamente ignaro di essere diventato un fenomeno mediatico. Probabilmente è anche l’unico, in tutta questa storia, a non avere un’opinione da esprimere. O meglio, ce l’avrebbe, ma è proprio quella che ha scatenato il problema…

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore