Premio Tenco a Cesare Bermani, lo storico di «Bella ciao» premiato a Sanremo

C’è anche Cesare Bermani tra i protagonisti dell’edizione 2026 del Premio Tenco. Lo storico e ricercatore, tra i pionieri in Italia dello studio delle fonti orali, riceve a Sanremo il riconoscimento come operatore culturale, assegnato quest’anno anche al giornalista Andrea Scanzi. Un premio che valorizza decenni di lavoro dedicati alla memoria popolare, alla storia dei movimenti sociali e alla conservazione di un patrimonio di testimonianze altrimenti destinato a scomparire.

Al centro delle sue ricerche c’è anche Bella ciao ( il canto della Resistenza italiana diventato negli anni un inno internazionale alla libertà. Proprio alla storia di questa canzone Bermani ha dedicato il volume Bella ciao. Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze, pubblicato dalla casa editrice novarese Interlinea.

Nel libro, lo storico ricostruisce le origini del canto, a lungo oggetto di interpretazioni contrastanti, e ne segue il percorso attraverso epoche e continenti, affrontando anche le ricostruzioni infondate che ne mettono in discussione il legame con la lotta partigiana.

Dalle manifestazioni delle donne iraniane contro il regime degli ayatollah alla Rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, dal movimento Occupy Wall Street alle mobilitazioni ambientaliste dei Fridays for Future, Bella ciao ha attraversato generazioni e confini geografici, diventando una colonna sonora delle proteste per i diritti e la libertà. Una popolarità rilanciata anche dalla serie Netflix La casa di carta, che ha contribuito a far conoscere il brano a un pubblico internazionale ancora più vasto, soprattutto tra i giovani.

Nato nel 1937, Bermani è stato tra i fondatori dell’Istituto Ernesto de Martino, impegnato nello studio della cultura popolare e proletaria. È considerato uno dei primi studiosi italiani ad aver utilizzato in modo sistematico e critico le testimonianze orali come fonti per la ricostruzione storica, dando voce a esperienze e protagonisti spesso assenti dalla storiografia tradizionale.

Il suo rapporto con Interlinea comprende anche altri lavori legati alla storia e alla letteratura del territorio novarese. Per la casa editrice ha curato, insieme a Silvia Benatti, In risaia della Marchesa Colombi, la raccolta di poesie in dialetto novarese di Sandro Bermani Un poeta, una città, oltre al romanzo L’ultima dea e alla raccolta Elegia del verme solitario e altre poesie scapigliate di Ernesto Ragazzoni.

Oggi lo storico è impegnato in un altro importante progetto di conservazione della memoria: il recupero e l’ordinamento di circa quattromila ore di registrazioni sul campo, in gran parte realizzate personalmente nel corso della sua attività di ricerca. Il materiale è custodito nell’Archivio Bermani di Orta San Giulio, attualmente in fase di preparazione per l’apertura al pubblico.

Il riconoscimento del Premio Tenco, manifestazione nata nel 1974 e diventata uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla canzone d’autore, premia dunque non soltanto il lavoro di uno studioso, ma anche un metodo di ricerca che ha contribuito a restituire alla memoria collettiva le voci, le canzoni e le storie delle classi popolari.

E proprio Bella ciao, passata dai canti della Resistenza alle piazze di tutto il mondo, rappresenta forse l’esempio più significativo di come quella memoria continui a parlare anche alle nuove generazioni.

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