La scuola materna di Tornaco è stata interessata da un intervento di messa in sicurezza e adeguamento strutturale che ha permesso di risolvere alcune criticità dell’edificio, in particolare sul fronte della vulnerabilità sismica e della conformità alle normative scolastiche. I lavori, appena inaugurati, hanno comportato un investimento complessivo di 86.700 euro, di cui 78mila finanziati dalla Regione Piemonte e 8.700 a carico del Comune.
L’intervento rientra nella programmazione regionale FSC 2021-2027, attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione, che ha destinato all’Area omogenea novarese, composta da 41 Comuni, risorse complessive per 4,67 milioni di euro.
Il progetto ha preso le mosse da una serie di verifiche tecniche che avevano evidenziato problemi strutturali e carenze nella scala interna dell’edificio tra piazza della chiesa e via Quintino Sella. In particolare, la seconda rampa presentava 16 gradini, uno in più rispetto al limite previsto dalla normativa, mentre il pianerottolo di riposo non rispettava le dimensioni richieste. Le indagini avevano inoltre individuato cinque elementi murari portanti che non soddisfacevano le verifiche di sicurezza e una parete con una resistenza insufficiente alle sollecitazioni sismiche.
I lavori hanno quindi riguardato tre ambiti principali: la demolizione e ricostruzione della scala interna secondo i parametri previsti per gli edifici scolastici, il consolidamento delle murature attraverso sistemi di rinforzo in fibra di basalto e la realizzazione di una struttura metallica di contenimento sul prospetto nord, per migliorare la risposta dell’edificio in caso di terremoto.
Particolare attenzione è stata riservata alla conservazione delle caratteristiche architettoniche dell’immobile, sottoposto a tutela. Per la nuova scala sono stati recuperati elementi delle finiture originarie, mentre i rinforzi delle murature sono stati realizzati con materiali compatibili con quelli storici e successivamente nascosti sotto l’intonaco. La progettazione ha richiesto anche il coinvolgimento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Nel corso delle verifiche preliminari era emersa un’ulteriore criticità relativa all’adesione dell’intonaco al soffitto dell’aula polivalente al piano terra, denominata «aula rosa». Le economie ricavate dal progetto hanno consentito di intervenire anche in questo ambiente, ripristinandone le condizioni di sicurezza.
Sul fronte antincendio, il progetto individua inoltre le misure da adottare in previsione dell’utilizzo del primo piano, tra cui il mantenimento di un affollamento inferiore alle cento persone, la protezione del corridoio cieco e l’installazione di un sistema di rilevazione e allarme incendio.
«La valorizzazione e la sicurezza della nostra scuola materna rappresentano un pilastro fondamentale per questa amministrazione – ha dichiarato il sindaco Giovanni Caldarelli –. Investire su questa struttura significa investire sui nostri bambini e sul futuro del paese».

Il primo cittadino ha sottolineato anche il meccanismo di assegnazione dei finanziamenti regionali, che ha sostituito il tradizionale sistema dei bandi a graduatoria con una ripartizione delle risorse tra le aree territoriali, calcolata per il 70% sulla popolazione e per il 30% sulla superficie. Un sistema che, secondo Caldarelli, ha consentito anche ai Comuni più piccoli di programmare gli interventi senza dover competere con amministrazioni dotate di maggiori risorse organizzative.
La riqualificazione della scuola non si fermerà però a questi lavori. Negli anni precedenti l’amministrazione era già intervenuta con il rifacimento degli impianti idraulici e di riscaldamento, l’efficientamento energetico della palestra e dell’aula multimediale e la realizzazione di uno studio medico.
Per il 2027 il Comune ha già ottenuto un nuovo finanziamento regionale di 250 mila euro, a fronte di un investimento complessivo previsto di 356mila euro, destinato alla messa in sicurezza e al risanamento conservativo delle facciate e del cortile interno della scuola materna.
Un intervento che rappresenterà un ulteriore passaggio verso il progetto più ambizioso dell’amministrazione: recuperare il primo piano dell’edificio, attualmente non utilizzato, per realizzare un micronido.
«Ora che la scuola è stata sistemata dal punto di vista sismico e antincendio, siamo pronti a guardare avanti – ha spiegato Caldarelli –. L’obiettivo è recuperare il primo piano per creare un micronido, offrendo una risposta concreta alle esigenze delle giovani famiglie lavoratrici e un motivo in più per continuare a vivere a Tornaco».
La realizzazione del micronido resta dunque un obiettivo successivo, distinto dai lavori appena conclusi e da quelli già finanziati per il prossimo anno. Un progetto che, se concretizzato, permetterebbe di ampliare i servizi educativi per la prima infanzia in un piccolo Comune, utilizzando gli spazi di un edificio storico già destinato alla scuola.








