Un traguardo che sana un vuoto burocratico lungo oltre un decennio. L’amministrazione comunale di Novara ha annunciato ufficialmente lo sblocco delle procedure che consentiranno agli esuli giuliano-dalmati, e ai loro eredi conviventi, di riscattare e acquistare gli immobili in cui risiedono all’interno del Villaggio Dalmazia.
Il sindaco Alessandro Canelli ha spiegato come l’iniziativa veda finalmente la luce dopo «un lungo lavoro di districamento normativo, sollecitato a più riprese dal vice portavoce del quartiere, Hermes Mantovani, e dall’associazione Giuliano-Dalmata». Per il presidente del consiglio comunale Edoardo Brustia «riuscire a garantire questo diritto significa compiere un passo fondamentale per la tutela della memoria e dell’identità storica di un’intera comunità che ha messo radici in città».
Il superamento degli ostacoli normativi e le lettere in arrivo
A chiarire i dettagli tecnici dell’operazione è intervenuto il presidente di Atc, Marco Marchioni: «L’assegnazione originaria degli alloggi risale alla legge 137 del 1952. Tuttavia, una norma regionale del 2011 aveva di fatto imposto un limite temporale stringente, fissando la scadenza per le richieste di acquisto al 2012, tagliando fuori numerosi residenti. A seguito di un percorso di verifica avviato due anni fa in sinergia con il Comune, la svolta è arrivata a livello regionale con la recente legge 9/25, che ha riaperto una finestra temporale di un anno per consentire le vendite» ha spiegato.

I potenziali destinatari di questo provvedimento sono stati individuati in ventinove nuclei familiari, che a breve riceveranno una lettera ufficiale con le istruzioni per procedere all’acquisto. «Si tratta – come ha ricordato Flavio Lenaz dell’associazione Giuliano-Dalmati – di circa il 10% del nucleo originario che nel 1956 contava ben 302 famiglie». Il trasferimento di proprietà consentirà ai residenti di effettuare quegli interventi di manutenzione e ammodernamento interno che l’Agenzia Territoriale per la Casa, attualmente, non ha le risorse per sostenere. Per tutelare il valore sociale della manovra, è stato precisato che l’operazione non potrà avere alcun fine speculativo: gli immobili riscattati non potranno infatti essere rivenduti per almeno dieci anni.
Il “pacchetto Villaggio”: dal museo alla riqualificazione della cappella
L’opportunità immobiliare non è però l’unico intervento previsto per la zona. Come sottolineato dal primo cittadino, il piano di rilancio non si ferma alle abitazioni, ma prevede una serie di iniziative culturali e strutturali per l’intero quadrante.
«L’amministrazione ha già riservato uno spazio all’interno dell’ex quartiere Sud per la realizzazione del museo dell’associazione Giuliano-Dalmata, un luogo fondamentale per preservare la memoria dell’esodo. Sul fronte strutturale, è in fase di studio la riqualificazione della cappella del quartiere, attualmente afflitta da un grave degrado: l’obiettivo è reperire la copertura finanziaria necessaria per trasformarla in un luogo iconico, salvaguardandone la facciata storica» ha spiegato Canelli ricordando anche che «il Villaggio Dalmazia è stato inserito all’interno di un progetto finanziato da Fondazione Cariplo, mirato a riqualificare l’oratorio e a riattivare una rete di attività animative e sociali destinate a ravvivare l’intera area».








