Colori caldi, poltrone confortevoli, luci morbide e un angolo dedicato ai bambini. All’ospedale Maggiore di Novara la Stanza della Fragilità cambia volto per offrire alle donne che attraversano momenti difficili un ambiente più accogliente, riservato e rassicurante. Il rinnovamento, presentato il 16 settembre, è stato promosso dall’associazione novarese ELLA, impegnata nel sostegno e nella valorizzazione delle donne.
La stanza si trova nel reparto di Ostetricia e ginecologia, diretta da Valentino Remorgida. È uno spazio protetto, separato dai percorsi sanitari ordinari, dove le pazienti possono ricevere assistenza medica, supporto psicologico, orientamento sociale e consulenza legale in modo integrato e discreto. Un luogo pensato per affiancare alla cura clinica l’ascolto e la tutela della persona, rispettandone i bisogni e la dignità.
L’intervento ha cercato di attenuare l’impatto dell’ambiente ospedaliero attraverso arredi e dettagli capaci di trasmettere un senso di protezione. Accanto alle poltrone, all’illuminazione e alle decorazioni artistiche, sono stati inseriti una piccola biblioteca tematica, materiali per la scrittura e la creatività e oggetti simbolici legati alla resilienza. Per i figli delle pazienti è stato allestito un angolo con giochi educativi e libri illustrati. Messaggi e materiali informativi di ELLA ricordano inoltre la presenza di una rete di sostegno a cui rivolgersi.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo economico di un gruppo assicurativo novarese ed è stato coordinato e attuato da Barbara Giamundo, con la collaborazione di Caterina Mazzeri e Zaira Capone.
«La Stanza della Fragilità è molto più di uno spazio fisico: è un luogo in cui le donne possono sentirsi accolte, ascoltate e sostenute nei momenti più difficili della loro vita. Momenti in cui la fragilità è anche, e a volte soprattutto, una condizione dell’anima e della mente», ha spiegato Barbara Giamundo, socia di ELLA e promotrice dell’iniziativa. «Vogliamo poter offrire a queste donne un ambiente che rispecchi i valori di accoglienza e sostegno che sono alla base dell’attività di ELLA».
Per la presidente dell’associazione, Elena Malquati, il rinnovamento porta con sé un messaggio che va oltre l’allestimento della stanza: «Questo progetto per noi non è semplicemente un gesto di solidarietà, ma è anche e soprattutto un messaggio di sorellanza. Quello che vorremmo trasmettere è il principio che sta a fondamento del nostro impegno quotidiano a sostegno delle donne: non sei sola. Anche nei momenti più difficili e nelle situazioni più delicate, c’è qualcuno disposto a tendere una mano, ad accogliere, a comprendere».
Un contributo che si inserisce nel lavoro dell’ospedale sulla presa in carico delle fragilità. «L’intervento realizzato dall’associazione ELLA dimostra sensibilità rispetto al delicato tema della presa in carico delle fragilità, a cui l’ospedale presta grande attenzione e per il quale la collaborazione tra ospedale, servizi territoriali e associazioni è fondamentale» ha commentato Remorgida, direttore del dipartimento interaziendale materno-infantile. Il progetto, ha aggiunto, rappresenta «un ulteriore passo verso la costruzione di percorsi di cura sempre più attenti alla persona».
A sottolineare il valore della collaborazione con il territorio anche il direttore generale dell’AOU, Stefano Scarpetta: «La rinnovata Stanza della Fragilità rappresenta concretamente il modello di assistenza che vogliamo promuovere: una sanità capace di curare, ma anche di accogliere e ascoltare. Nei momenti di maggiore vulnerabilità è fondamentale che le donne possano trovare non solo competenze professionali, ma anche un ambiente protetto e una rete in grado di accompagnarle».
Scarpetta ha ringraziato ELLA e tutti i sostenitori dell’intervento, evidenziando come il lavoro comune tra ospedale, associazioni e realtà locali possa rendere i percorsi assistenziali più vicini ai bisogni delle persone: «Uno spazio che unisce cura, rispetto e attenzione alla dignità della donna».








