Il tema del decoro urbano e dell’abbandono dei rifiuti è tornato al centro del dibattito nel quartiere di Sant’Agabio, spinto dalla mobilitazione attiva di chi vive il territorio. Nelle ultime ore, diversi cittadini hanno sollevato nuovamente il problema degli ingombranti abbandonati ciclicamente, in particolare nelle immediate vicinanze dei condomini Atc.
L’appello chiama in causa direttamente le assessore Elisabetta Franzoni, Teresa Armienti e Maria Vicenzi, oltre ai vertici Atc, suggerendo un approccio costruttivo basato sul dialogo e sull’attivazione di educative di strada e momenti di incontro per educare i residenti al corretto smaltimento, riducendo le tensioni attraverso le buone pratiche di vicinato.
Il piano strategico nel documento della Consulta
La richiesta di intervento ha trovato una solida sponda nel lavoro della Consulta di quartiere. I portavoce Erminio Mancin e Luca Facchinetti hanno infatti elaborato un documento, offrendo all’amministrazione una visione strategica per trasformare Sant’Agabio in un’area test nel corso del 2026, con soluzioni che potrebbero essere poi riprodotte negli altri quartieri.
Il piano della Consulta affronta il problema alla radice, a partire da una dura lotta all’evasione fiscale. Il documento richiede infatti l’apertura d’ufficio delle posizioni Tari per gli occupanti non registrati, con effetto retroattivo fino a cinque anni, e la creazione di un’anagrafe condominiale dinamica per agevolare i controlli incrociati. Sul fronte del decoro quotidiano, viene invece proposto il ripristino della figura dello “spazzino di quartiere” per la pulizia manuale sei giorni a settimana, suggerendo di affidare il servizio a cooperative che impieghino persone inserite in percorsi di reinserimento sociale, abbattendo così i costi per il Comune.
Un altro snodo cruciale riguarda la gestione degli ingombranti: la Consulta chiede ad Assa un deciso cambio di passo, potenziando la frequenza di ritiro a due giorni a settimana per scoraggiare fin dal principio gli accumuli illeciti in strada. Attenzione particolare viene riservata anche a quelle aree private soggette a uso pubblico, come il parcheggio adiacente alle Poste o i marciapiedi di proprietà Atc: per questi spazi critici si suggeriscono convenzioni comunali di pulizia periodica o, in alternativa, l’autorizzazione alla chiusura tramite recinzioni e cancelli nelle fasce notturne.
Infine, il progetto punta fortemente sul capitale umano e sulla sensibilizzazione. La Consulta propone infatti l’avvio di iniziative di educazione multiculturale mirate alle diverse comunità straniere, lo sviluppo di percorsi didattici pratici con l’istituto comprensivo “Bellini” e l’organizzazione di giornate di pulizia volontaria ogni quarantacinque giorni per stimolare il senso di appartenenza al quartiere.








