Il percorso dell’ospedale Maggiore per diventare Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) ha incassato il fondamentale semaforo verde della Regione Piemonte. La Giunta, su proposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha espresso parere favorevole alla candidatura della struttura novarese per l’area tematica di Ematologia e Immunologia. Il corposo dossier, che ha recentemente animato il dibattito politico cittadino, lascia ora Torino per approdare sui tavoli del Ministero della Salute a Roma, cui spetta la decisione finale.
Ricerca, università e la rete piemontese
La candidatura novarese non nasce dal nulla, ma si fonda su una stretta sinergia con l’Università del Piemonte Orientale e sul lavoro del Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche (CAAD). Un ecosistema che conta 14 gruppi interdisciplinari di cura e 18 reparti con implicazioni immunologiche.
«Il Maggiore ha tutte le caratteristiche per affrontare questa sfida – hanno commentato il governatore Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Il nostro obiettivo non è creare singole eccellenze isolate, ma costruire una vera rete piemontese della ricerca sanitaria». Un percorso inaugurato con il recente riconoscimento di Alessandria-Casale Monferrato, e che il piano regionale prevede di estendere ad altri poli strategici.
Pace fatta nel centrodestra dopo le tensioni sul voto sdoppiato
L’atto della giunta ha compattato le fila del centrodestra locale e nazionale, spegnendo le accese polemiche dei mesi scorsi. In quell’occasione, a far discutere l’opinione pubblica e l’opposizione era stata proprio la posizione sdoppiata di Fratelli d’Italia, protagonista di un voto favorevole espresso in consiglio comunale a Novara che strideva con il contestuale blocco dell’iter registrato in sede regionale.
Acqua passata, a giudicare dai toni trionfali di queste ore. Per il senatore novarese di FdI, Gaetano Nastri, si tratta infatti di una vittoria costruita nel tempo: «Sono stato tra i primi a credere in questo obiettivo. Un IRCCS non nasce dagli annunci, ma dalla capacità di trasformare una visione in un progetto credibile. La delibera approvata oggi conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Ora porteremo questa battaglia a Roma con la stessa determinazione».
Sulla stessa linea Annalisa Beccaria, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che ha legato il traguardo al diritto alla cura di prossimità: «Diventare IRCCS significa rafforzare il diritto dei cittadini novaresi a ricevere cure di altissimo livello vicino a casa, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture di altre regioni. E conferma la centralità di Novara: il percorso verso l’IRCCS e la realizzazione della nuova Città della Salute non sono iniziative separate, ma parti di una medesima visione».
Piena soddisfazione è stata infine espressa in una nota congiunta anche dagli assessori regionali novaresi Daniela Cameroni, Marina Chiarelli e Matteo Marnati, che hanno definito il via libera «un’opportunità straordinaria per rafforzare una realtà che è già punto di riferimento, con ricadute importanti non soltanto per la sanità, ma per la crescita e l’attrattività dell’intero territorio».
Più prudente il consigliere dem Domenico Rossi che ha commentato: «Bene l’apertura verso quanto avevo già richiesto con un emendamento al Piano Socio-Sanitario, ma il percorso verso l’IRCCS è tutt’altro che semplice, come abbiamo visto nel caso di Alessandria. Per questo continuerò a monitorare la vicenda in consiglio regionale».








