Fino a poco tempo fa è stato luogo di degrado e di ricovero di molti senzatetto, spesso dediti all’attività di spaccio per sbarcare il lunario. Come è emerso in varie operazioni e blitz delle forze dell’ordine, anzi, l’area ex Olcese alle spalle della stazione di Novara era diventata una vera e propria piazza di spaccio. Per una di quelle operazioni, risalente al maggio del 2023 e dopo il quale erano partiti una serie di accertamenti e verifiche sui personaggi trovati all’interno e i loro contatti, ora la procura di Novara chiede il rinvio a giudizio nei confronti di 13 persone, quasi tutti pakistani (nazionalità maggiormente presente a gestire la piazza), ma anche un ivoriano, due marocchini e un italiano, accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di droga, per lo più hashish. Vengono loro contestate una lunga serie di cessioni avvenute nell’aprile e maggio di quell’anno, quando solo i carabinieri erano tornati all’ex Olcese almeno tre volte nel giro di poche settimane.
Fra gli imputati ci sono uomini controllati più volte, e anche arrestati in almeno due o tre occasioni: per esempio il pakistano A.N., 34 anni, ora in carcere, presenza fissa in via Visconti; qualche connazionale, nel frattempo, si è reso irreperibile, tenuto presente che gli accessi abusivi alla struttura sono stati poi murati e quindi gli spacciatori non sono più riusciti a tornarvi.
Un via vai continuo, nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine, quello che hanno riscontrato gli investigatori. Seguendo alcuni consumatori abituali nei loro spostamenti in città, i carabinieri erano riusciti a capire che i fornitori di droga si rifugiavano nello stabile dell’ex Olcese di via Visconti, fabbrica tessile abbandonata e sgomberata più volte, senza luce né acqua
Nel corso dell’indagine è emerso che gli acquirenti all’Olcese pagavano dai 40 euro al grammo per la coca ai 20 per l’hashish, anche se qualche dose più piccola veniva ceduta a 10 euro, soprattutto ai clienti più affezionati.
L’udienza preliminare è fissata a fine mese. Non è escluso che possano essere scelti riti alternativi, come il patteggiamento o l’abbreviato.








