Carcere, i penalisti: «Situazione intollerabile, serve un cambio di passo». Confronto a Novara

«La situazione carceraria è intollerabile, non soltanto per i detenuti ma anche per gli operatori». La Camera Penale di Novara rilancia il confronto sulle condizioni della detenzione e sul futuro dell’esecuzione penale, aderendo alla mobilitazione nazionale dell’Unione delle camere penali e promuovendo un appuntamento cittadino. Sullo sfondo c’è anche il futuro della casa circondariale novarese, dopo il superamento del 41 bis e il trasferimento del direttore Mario Peraldo.

A illustrare le ragioni dell’iniziativa è stato il presidente della Camera di Novara Federico Celano, che ha richiamato i dati di Ristretti Orizzonti: 46 suicidi e 110 decessi per altre cause nelle carceri italiane nel 2026: «Si ha l’impressione che ci sia rassegnazione, che le cose debbano andare così. L’Unione ha deciso di sollevare nuovamente la discussione».

Il primo appuntamento sarà a Firenze, sabato 19 settembre, con la giornata “Lo Stato generale dell’esecuzione penale – Anatomia di un disastro. Analisi e proposte”, che coinvolgerà avvocatura, magistratura, mondo accademico e politica. Un confronto che, ha sottolineato Celano, riprende il percorso avviato negli anni del ministro della Giustizia Andrea Orlando, per tornare ad analizzare le criticità dell’esecuzione penale e formulare proposte concrete.

«Partiamo dalle pene alternative e dall’istituto della messa alla prova: servono risorse, investimenti e misure concrete» ha affermato Celano. L’obiettivo è riportare al centro del dibattito le condizioni della detenzione e gli strumenti che consentono di costruire percorsi diversi dal carcere.

La mobilitazione precede di pochi giorni l’udienza del 22 ottobre davanti alla Corte costituzionale, chiamata a esaminare la possibilità di differire l’esecuzione della pena quando le condizioni detentive risultino incompatibili con il nucleo essenziale dei diritti fondamentali.

A Novara il confronto “Carcere – Com’è, come lo vorremmo” è in programma martedì 29 settembre, dalle 14.30 alle 17, nella Sala dell’Ordine degli Avvocati. Interverranno Marco Sorbara, consigliere regionale della Valle d’Aosta e ideatore del progetto “La Gabbia – 4 Passi per 2”, Nathalie Pisano, garante dei detenuti del Comune di Novara, e Bruno Mellano, già garante regionale dei detenuti. Nella stessa mattinata è previsto un incontro con gli studenti del liceo classico.

Sorbara porterà una testimonianza personale: arrestato nel 2019 nell’ambito dell’inchiesta Geenna, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ha trascorso 909 giorni tra carcere e arresti domiciliari. Condannato in primo grado, è stato assolto in appello «perché il fatto non sussiste», con sentenza diventata definitiva nel gennaio 2023.

Il dibattito toccherà anche le prospettive del carcere novarese. «Dopo la chiusura del 41 bis a Novara, occorre ridisegnare la struttura, ma non sappiamo ancora che cosa faranno. Una direzione forte avrebbe potuto incidere» ha osservato Celano.

All’incontro non parteciperà Peraldo, inizialmente indicato tra i relatori e nel frattempo trasferito. «Con lui avevamo avviato un dialogo molto concreto» ha ricorda Celano, citando anche la richiesta di dieci ventilatori per l’istituto conseganti durante l’estate.

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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore