Le scosse di assestamento della spaccatura interna al centrodestra novarese si sono abbattute con forza anche sui banchi di palazzo Natta. La seduta del consiglio provinciale di ieri, giovedì 30 luglio, si è trasformata nel palcoscenico di una doppia rottura politica che ridisegna gli equilibri della maggioranza. Al centro dello scontro c’è stata la revoca delle deleghe a Mauro Gigantino – ex esponente di Fratelli d’Italia passato a Futuro Nazionale – a cui si è aggiunto, a sorpresa, il passo indietro del consigliere di Borgomanero Luigi Laterza, che ha restituito i propri incarichi attaccando frontalmente i vertici dell’ente.
La spiegazione del presidente Caccia: «Venuto meno il rapporto di fiducia»
A formalizzare in aula la decisione è stato il presidente della Provincia, Marco Caccia, che ha motivato la scelta di sfilare a Gigantino le deleghe ad ambiente, rifiuti, cave, politiche giovanili e sanità, trattenendole nelle proprie mani fino all’appuntamento elettorale di settembre per il rinnovo del consiglio.
Caccia ha spiegato di aver proceduto alla revoca a causa di «prese di posizione del consigliere Gigantino abbastanza forti contro l’attuale maggioranza». Il presidente ha precisato che «si tratta di dinamiche maturate in Consiglio comunale a Novara, ma che hanno inevitabilmente fatto venir meno la fiducia politica, spingendo la presidenza, di concerto con i capigruppo, a optare per la revoca degli incarichi operativi».
La dura replica di Gigantino: «La lealtà non è obbedienza cieca a un club»
La risposta di Mauro Gigantino non si è fatta attendere ed è stata affidata a una lunga e piccata dichiarazione letta in aula, in cui il consigliere ha rivendicato di «non aver mai ricevuto, in un anno e otto mesi di mandato, alcuna contestazione sul proprio operato amministrativo».
«Leggo dichiarazioni che parlano di lealtà e coerenza – ha attaccato Gigantino – ma la lealtà non è obbedienza cieca, bensì rispetto e confronto. Esco da questa vicenda con libertà di pensiero. È avvilente che le logiche delle segreterie politiche prevalgano sull’autonomia delle istituzioni». Il consigliere ha puntato il dito contro un metodo che, a suo avviso, indebolisce l’ente quando le scelte istituzionali vengono dettate da dinamiche di partito esterne, chiedendosi per quale motivo gli vengano ora rivolte accuse generiche sui risultati se nel decreto di revoca non compare alcuna mancanza amministrativa.
La sua conclusione è stata netta: «La decisione ha motivazioni esclusivamente politiche, un segnale che punisce chi risponde ai cittadini e premia la mera fedeltà a un partito gestito come un club privato, un metodo di gestione della cosa pubblica indegno».
Il colpo di scena di Laterza: addio alle deleghe e attacco alla presidenza
Se lo scontro con Gigantino era in parte atteso, a scuotere la seduta è arrivata la presa di posizione di Luigi Laterza. La sua collocazione era già finita sotto i riflettori dopo la presenza alla presentazione del movimento Alleanza Novarese, ma in aula il consigliere ha formalizzato uno strappo completo. Laterza ha espresso aperta solidarietà a Gigantino, contestando una revoca «figlia di logiche puramente politiche» e dicendosi «profondamente deluso da un sistema che lascia poco spazio all’autonomia di chi vuole lavorare per il bene del territorio».
Il consigliere ha poi rivolto una critica diretta al presidente Caccia, accusato di essere «incapace di garantire il principio di pari dignità politica all’interno della maggioranza» e di subire «un pesante deficit di autonomia rispetto a pressioni esterne». Con queste premesse, Laterza ha rimesse nelle mani del presidente le proprie deleghe al marketing territoriale e ai rapporti con il volontariato, annunciando una nuova fase del suo mandato.
La risposta di Fratelli d’Italia e il quesito del centrosinistra
A provare a blindare la linea della maggioranza è intervenuto il consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia, Lido Beltrame, il quale, pur evitando di alimentare la polemica verbale, ha tenuto a precisare che la decisione su Gigantino era stata «preventivamente affrontata nel corso di una riunione dei capigruppo a cui era presente anche lo stesso Laterza» sottolineando come «in politica ognuno sia libero di fare le proprie scelte assumendosene però le relative conseguenze».
A tirare le somme di una seduta ad altissima tensione è stata infine l’opposizione con la consigliera del Partito Democratico, Sara Paladini. L’esponente Dem ha evidenziato come lo scontro consumatosi in aula rappresenti «una dinamica profondamente partitica che incide direttamente sulla stabilità dell’istituzione, chiedendo formalmente di chiarire quale sia, a questo punto, il reale assetto politico e numerico della maggioranza che governa la Provincia».








