Ufficialmente nasce per mettere in rete amministratori e sindaci dell’Alto Piemonte, superando gli steccati dei partiti e mettendo al centro le esigenze del territorio. Ma a guardare i protagonisti della serata inaugurale e le dinamiche politiche che si muovono sullo sfondo, il neonato Movimento Civico per l’Alto Piemonte appare molto più come un laboratorio politico che come una semplice esperienza civica.
La presentazione si è svolta nei giorni scorsi alla Sala Soms di Borgomanero, scelta che difficilmente può essere considerata casuale. La città si avvicina infatti alle elezioni comunali del 2027 e da tempo negli ambienti politici locali si rincorrono indiscrezioni su malumori e tensioni all’interno della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Sergio Bossi. In questo contesto, la nascita di un nuovo soggetto capace di aggregare amministratori, consiglieri e figure politiche provenienti da percorsi differenti assume inevitabilmente un significato che va oltre le dichiarazioni ufficiali.
Promotore dell’iniziativa sul territorio è, infatti, Luigi Laterza, assessore comunale a Borgomanero e consigliere provinciale, figura che negli ultimi anni ha attraversato diverse stagioni politiche del centrodestra novarese tra cui Futuro Nazionale senza mai esporsi in prima persona. Braccio destro all’assessora regionale Marina Chiarelli, Laterza è stato il padrone di casa di un appuntamento che ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali e di diversi esponenti della giunta regionale.
Tra questi proprio Marina Chiarelli, insieme agli assessori regionali Marco Gallo e Gianluca Vignale, oltre alla consigliera regionale Elena Rocchi. Una presenza che rende difficile leggere il progetto come una semplice esperienza civica slegata dagli equilibri politici regionali.
E proprio la figura di Chiarelli rappresenta uno degli elementi più interessanti dell’intera operazione. Non è infatti un mistero che i rapporti tra l’assessora regionale e una parte della classe dirigente di Fratelli d’Italia siano da tempo complicati. Le tensioni interne al partito si trascinano da mesi e negli ambienti politici regionali c’è chi legge l’attivismo dell’assessora anche come la ricerca di nuovi spazi di manovra e di una collocazione politica più autonoma rispetto agli attuali assetti del partito.
In quest’ottica il nuovo Movimento potrebbe rappresentare qualcosa di più di una semplice rete amministrativa: un contenitore capace di aggregare amministratori, sindaci e dirigenti politici che non si riconoscono pienamente negli attuali equilibri dei partiti tradizionali, a partire proprio da alcune aree del centrodestra. Non a caso tra i primi sostenitori del progetto figurano amministratori come il sindaco di Borgo Ticino Alessandro Marchese e quello di Maggiora Roberto Balzano, intervenuti durante la serata per sottolineare la necessità di rafforzare la collaborazione tra i comuni del territorio.
Sul piano politico il progetto richiama apertamente l’esperienza del Patto Civico per la Granda, realtà che nel Cuneese ha costruito una solida rete di amministratori locali. Ed è proprio qui che emerge un altro elemento del retroscena politico. Negli ambienti del centrodestra piemontese circolano infatti con insistenza voci che attribuiscono all’iniziativa la benevola regia del presidente della Regione Alberto Cirio. Nessuna conferma ufficiale, naturalmente, ma il sospetto viene alimentato dalla presenza di amministratori e assessori regionali vicini al governatore e dalla volontà dichiarata di replicare proprio un modello politico nato e consolidato nel Cuneese, territorio storicamente legato a Cirio.
Più che un semplice movimento civico, insomma, il progetto sembra inserirsi nelle dinamiche che da tempo attraversano il centrodestra novarese e piemontese. Da una parte Fratelli d’Italia continua a rappresentare il partito più forte dell’area, come dimostrano anche i recenti risultati elettorali. Dall’altra, però, crescono i segnali di insofferenza di amministratori e dirigenti che cercano spazi alternativi rispetto agli attuali equilibri interni. Lo si è visto a Novara con tre ex consiglieri di Fdi che hanno fondato Alleanza Novarese, lo si è visto a Trecate con la corsa solitaria alle comunali di Rosa Criscuolo, anche lei ex Fdi, e ora qualcosa di simile sembra muoversi anche nel Borgomanerese.
Per questo la nascita del Movimento Civico per l’Alto Piemonte potrebbe rappresentare molto più di una semplice esperienza amministrativa: potrebbe essere il primo tassello di una nuova area politica pronta a pesare nelle future sfide elettorali del territorio. A partire proprio da Borgomanero, dove il conto alla rovescia verso il 2027 è già iniziato, così come in altri grandi centri del Piemonte al voto il prossimo anno.








