Un organo istituzionale fondamentale che rischia di svuotarsi di significato a causa delle assenze. È alta la tensione a Novara attorno alla consulta comunale per la Legalità, un tavolo di confronto e lavoro, a partecipazione totalmente gratuita e senza alcun gettone di presenza, che riunisce consiglieri di maggioranza, esponenti della minoranza e le associazioni attive nel settore. L’ultima seduta, convocata per mercoledì, si è trasformata in un vero e proprio caso politico.
Seduta deserta per il centrodestra: la delusione della presidente Spilinga
All’ordine del giorno dell’incontro c’era un tema di cruciale importanza: mettere in campo le azioni operative previste da una mozione, recentemente approvata all’unanimità dal consiglio comunale, riguardante il progetto “Linea Libera”. Si tratta di un’indagine promossa dall’associazione Libera sulla percezione dei fenomeni di usura, estorsione e corruzione, il cui questionario è attualmente in fase di somministrazione ai commercianti novaresi. Proprio per questo motivo, alla seduta ha preso parte l’assessore al Commercio, Maria Cristina Stangalini.
Oltre a lei, però, i banchi riservati all’amministrazione erano vuoti. Alla riunione hanno partecipato unicamente i tre componenti indicati dai gruppi consiliari di centrosinistra e i rappresentanti designati dalle associazioni. Nessun esponente dei partiti di maggioranza, ovvero Fratelli d’Italia, Lega, Forza Novara e Forza Italia, si è presentato.
Un forfait che ha acuito la delusione della presidente della consulta, l’esponente dem Cinzia Spilinga, che tempo denuncia le difficoltà operative dell’organo. La sua posizione è netta e non ammette repliche: «se la consulta deve esistere solo sulla carta, tanto vale chiuderla». La presidente ha ribadito con forza che «la medaglietta dell’antimafia da appuntarsi al petto non mi interessa», chiedendo a gran voce che la struttura venga messa nelle condizioni di essere realmente operativa e incisiva sul territorio.
Regole snellite, ma la partecipazione non decolla
Ciò che rende le assenze ancora più pesanti è il fatto che, solo pochi mesi fa, il consiglio comunale aveva approvato specifiche modifiche al regolamento della consulta pensate proprio per favorire e agevolare la massima partecipazione di tutti gli schieramenti. Le nuove regole consentono ai gruppi formati da un solo consigliere di farsi sostituire delegando esponenti non eletti e sin dal principio le sedute si svolgono anche in modalità telematica. Nonostante queste agevolazioni, nessuno della maggioranza ha trovato il tempo, nemmeno da remoto, per collegarsi ai lavori della consulta, non solo nella seduta di mercoledì.
Il duro comunicato dell’opposizione
La vicenda ha immediatamente innescato la reazione dei vertici della minoranza. I capigruppo in consiglio comunale Nicola Fonzo (Partito Democratico), Mario Iacopino (Movimento 5 Stelle) e Piergiacomo Baroni (Insieme per Novara) hanno diffuso un durissimo comunicato congiunto per denunciare l’accaduto.
Gli esponenti dell’opposizione definiscono «una vera e propria latitanza l’atteggiamento della maggioranza», sottolineando come questo comportamento «non solo limiti gravemente il funzionamento quotidiano della consulta, ma ne ipotechi pesantemente il prosieguo dei lavori futuri, bloccando di fatto progetti importanti come quello in corso con i commercianti». Per sbloccare la situazione, i capigruppo di centrosinistra hanno annunciato di essersi rivolti ufficialmente al presidente del consiglio comunale, chiedendo «un suo intervento diretto affinché richiami i gruppi di maggioranza ad adempiere agli impegni che loro stessi avevano assunto votando all’unanimità in aula, garantendo così il corretto funzionamento democratico della consulta».








