Una notizia inaspettata, piombata come una vera e propria doccia fredda nei giorni scorsi, ha gettato in un clima di profonda incertezza decine di famiglie novaresi. Il consiglio ispettivo delle Suore di Maria Ausiliatrice ha, infatti, annunciato la chiusura della scuola secondaria di primo grado (le scuole medie) dello storico istituto Immacolata di Novara. Una decisione che ha immediatamente innescato la ferma reazione del consiglio di istituto, composto dai genitori, pronto a difendere una realtà definita «viva, dinamica e apprezzata».
La motivazione ufficiale e la replica delle famiglie
La ragione addotta per giustificare la chiusura, confermata anche da un portavoce alla nostra redazione, risiede nella carenza di vocazioni religiose, che renderebbe insostenibile la gestione della scuola. Una motivazione che, tuttavia, i genitori ritengono «poco concreta e poco oggettiva».
Attraverso un lungo comunicato ufficiale, il consiglio di istituto ha smontato punto per punto questa tesi. In primo luogo, le famiglie hanno sottolineato come «l’esperienza educativa dell’Immacolata sia già oggi garantita da una gestione a prevalente presenza laica, capace di operare con successo mantenendo un equilibrio tra identità valoriale cristiana e professionalità». In secondo luogo, i genitori hanno evidenziato un dato in netta controtendenza: «L’istituto non versa in alcuna crisi di iscritti. Al contrario, il trend delle iscrizioni negli ultimi anni è in costante crescita, escludendo quindi che la chiusura possa essere legata a una perdita di attrattività».
Il nodo docenti e la bocciatura del “trasferimento”
Sul fronte del personale, la scuola si è dimostrata solida. Il consiglio di istituto ha fatto sapere che «il corpo docente non manifesta alcuna volontà di abbandonare il progetto, esprimendo un forte senso di appartenenza». Infatti, l’istituto si distingue per il percorso “Galileo” a vocazione scientifico-musicale che integra competenze logico-scientifiche e sensibilità artistica e per il percorso internazionale strutturato su un modello in lingua inglese, arricchito da insegnanti madrelingua, moduli di apprendimento integrato di contenuti e lingua nelle varie discipline, viaggi studio e stage linguistici all’estero.
Proprio per questo, la soluzione prospettata di trasferire studenti e attività nei vicini istituti salesiani ha sollevato pesanti perplessità tra i genitori. «Da un lato, non vi è alcuna garanzia che queste strutture possano assorbire l’intera forza lavoro attualmente impiegata all’Immacolata; dall’altro, risulta difficilissimo assicurare una reale continuità educativa per via della specificità dell’attuale offerta formativa» hanno sottolineato.
La protesta corre online: petizione degli studenti
Di fronte alla prospettiva di veder cancellata la propria scuola, anche gli alunni hanno deciso di far sentire la propria voce. I ragazzi delle medie hanno aperto un canale WhatsApp per coordinarsi e hanno attivato una raccolta firme sulla piattaforma Change.org, raccogliendo ad oggi 1039 firme.
L’appello finale delle famiglie e degli studenti è chiaro e unanime: «L’Immacolata non è una realtà in declino. Ogni decisione sul suo futuro deve essere attentamente rivalutata, tenendo conto dell’interesse degli studenti e delle famiglie. La scuola esiste, funziona e cresce. E per questo merita di continuare».







