La cooperativa sociale Liberazione e Speranza al fianco delle vittime di violenza di genere. È stato infatti inaugurato l’appartamento Casa Franca Capurro, nuova struttura destinata all’accoglienza delle donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e maltrattamenti, con o senza figli.
Sarà proprio Liberazione e Speranza a gestire l’appartamento, attiva dal 2000 nel sostegno delle donne in percorsi di autonomia e reinserimento sociale.
L’abitazione si trova in una palazzina cittadina e ha potuto essere arredata grazie alla donazione della Fondazione Franca Capurro per Novara, nata nel 2007 su iniziativa della famiglia dell’imprenditrice edile (già presidente dell’Associazione Industriali di Novara) prematuramente scomparsa nel 2005 e attiva nel supporto alle attività di ricerca e di solidarietà sociale.
«Questa donazione rappresenta un segnale importante per far comprendere alle nostre ospiti che non sono sole, ma possono contare sulla vicinanza dell’intera comunità cittadina, che le accompagna e le sostiene anche al termine del percorso di assistenza – ha dichiarato la presidente di Liberazione e Speranza, Elia Impaloni -. Tutti gli appartamenti che gestiamo portano il nome di una donna, ma è la prima volta che una donazione viene utilizzata per l’acquisto degli arredi».
Soddisfazione è stata espressa anche da Filippo Arrigoni, presidente della Fondazione “Franca Capurro per Novara” e figlio dell’imprenditrice. «Si tratta della prima iniziativa di questo genere promossa dalla Fondazione e per questo ci fa particolarmente piacere. Oltre a mantenere vivo il ricordo di nostra madre, richiama l’attività nel settore delle costruzioni alla quale la nostra famiglia si dedica da 75 anni».
Nel corso dell’inaugurazione è intervenuta anche Mariella Enoc, manager della sanità, socia fondatrice e componente del Comitato scientifico della Fondazione. Ricordando il rapporto di amicizia e stima che la legava a Franca Capurro, Enoc ha espresso apprezzamento per il progetto e ha annunciato nuovi sviluppi nell’attività dell’ente. «Ci attiveremo con ulteriori iniziative in questo ambito e avvieremo un’attività di fundraising più strutturata», ha affermato.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata infine Anna Chiara Invernizzi, Novarese dell’Anno 2026 e da sempre vicina alla Fondazione, che ha evidenziato «l’importanza della rete di accoglienza che si è sviluppata attorno a queste donne e che sta producendo risultati sempre più concreti».








