Parzialmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti. E’ la conclusione cui è arrivato il perito psichiatrico per D.M., 37enne novarese che la mattina dello scorso 5 gennaio in viale Piazza d’Armi ha accoltellato al petto una vicina di casa, una sessantunenne commerciante. Per l’uomo la procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato con l’accusa di tentato omicidio, perché “la prova è evidente”, con udienza già fissata a metà settembre. E’ probabile che la difesa chieda il rito abbreviato, con lo sconto di un terzo in caso di condanna.
L’accoltellamento resta infatti senza alcun motivo apparente. Lo stesso presunto responsabile non ha saputo fornire molte spiegazioni, se non fare riferimento genericamente alla circostanza di aver sentito voci e visto ombre che lo avevano profondamente turbato. E in base a quanto verificato dalla polizia, intervenuta sul posto pochi minuti dopo i fatti, l’inspiegabile raptus sarebbe da collegare a quei brutti sogni fatti dall’uomo la notte precedente, causati, pare, anche dall’uso di sostanze.
Il 37enne avrebbe immaginato alcuni conoscenti che lo insultavano e lo accusavano ingiustamente di fatti che non aveva mai commesso. Ecco perchè quindi la mattina seguente sarebbe uscito di casa col coltello e si sarebbe scagliato con le prime persone incrociate in cortile. Fra loro c’era la sessantunenne ferita al petto. Fortunatamente la lama non era entrata in profondità e la donna, ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, non è mai stata in pericolo di vita. Si configura però il tentato omicidio perché il colpo era diretto verso organi vitali. Laccoltellatore era stato trovato in strada con l’arma ancora in mano, e arrestato dagli agenti della polizia di Stato.
Attualmente si trova detenuto in stato di custodia cautelare, in attesa del processo.








