Quasi 450 mila euro per sostenere le attività degli ecomusei piemontesi. La Regione ha aperto un nuovo bando al quale, nel Novarese, potrà partecipare l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, con sede a Pettenasco, unica realtà del territorio riconosciuta a livello regionale.
Le risorse serviranno a finanziare programmi capaci di valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale e di contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori. I progetti dovranno coinvolgere comunità locali, scuole, istituzioni culturali e associazioni, mettendo in relazione cultura, ambiente, educazione, formazione e inclusione sociale, ma anche agricoltura, turismo e cura del paesaggio.
«Gli ecomusei rappresentano una delle espressioni più autentiche del nostro patrimonio culturale diffuso – afferma l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli –. Non sono semplicemente luoghi nei quali conservare la memoria, ma presìdi vivi, capaci di mettere in relazione persone, paesaggio, tradizioni, saperi e nuove generazioni. Sostenerli significa investire sull’identità dei nostri territori e, allo stesso tempo, sulla loro capacità di costruire futuro».
Secondo Chiarelli, la cultura deve essere considerata «una leva strategica di sviluppo». Accanto alle grandi istituzioni culturali, infatti, il Piemonte può contare su borghi, paesaggi e tradizioni che costituiscono un patrimonio da tutelare, far conoscere e trasformare in nuove opportunità.
Al bando possono partecipare i gestori pubblici degli ecomusei riconosciuti, tra cui enti locali singoli o associati, enti di gestione delle aree protette ed ex Province, e i gestori privati costituiti come associazioni o fondazioni culturali senza scopo di lucro.
Ogni programma dovrà avere un costo complessivo di almeno 6 mila euro. Il contributo regionale potrà variare da un minimo di 3 mila a un massimo di 50 mila euro. Saranno finanziate esclusivamente le spese correnti direttamente legate alle attività, mentre sono escluse quelle destinate agli investimenti.
Le iniziative dovranno essere realizzate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Le domande potranno essere presentate entro il 5 ottobre, esclusivamente tramite posta elettronica certificata e utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione.
«Gli ecomusei hanno una caratteristica preziosa: nascono e vivono insieme alle comunità – conclude l’assessora –. È questa capacità di fare rete che intendiamo valorizzare, perché la cultura può diventare un vero motore di sviluppo locale, attrattività e coesione sociale».








