L’ospedale Maggiore di Novara scende in campo per la lotta all’epatite. Il prossimo 28 luglio, infatti, l’azienda ospedaliera celebrerà la Giornata Mondiale dell’Epatite, un’occasione per parlare di prevenzione e per scoprire come diagnosticare e curare uno dei principali problemi virali del fegato nel mondo.
Le epatiti virali B e C, infatti, colpiscono circa 325 milioni di persone, causando oltre 1,3 milioni di decessi ogni anno, e sono la principale causa di tumore del fegato. Solamente in Italia, si stima che convivano con un’epatite cronica B o C tra le 220 mila e le 26 mila persone, a cui bisogna aggiungere i 9.000 pazienti affetti epatite D, forma più aggressiva che colpisce chi è già malato di epatite B. Una malattia terribile, eppure silenziosa, che spesso per anni può non dare sintomi e venire alla luce quando il fegato è già compromesso.
La lotta alle epatiti e il progetto della OMS
Negli ultimi anni, tuttavia, la lotta alle epatiti ha fatto enormi passi in avanti, grazie alle vaccinazioni e ai farmaci mirati che hanno ridotto drasticamente i casi (sfiorando la soglia di 95% pazienti affetti da epatite C guariti). Un risultato che si inserisce all’interno del progetto della OMS, quello di eliminare, entro il 2030, le epatiti virali come minaccia pubblica.
Per questo in Italia è attivo il programma nazionale di screening gratuito per l’epatite C, prorogato fino al 31 dicembre 2026. Rivolto soprattutto alle persone nate tra il 1969 e il 1989 (oltre alle categorie a maggiore rischio), lo screening consente, tramite un rapido test, di individuare l’infezione prima che provochi danni irreversibili. Sono già 19.000 le infezioni identificate in questo modo (a fronte di oltre 3 milioni di pazienti che si sono sottoposti a screening), ma l’obiettivo è quello di aumentare sempre di più le adesioni.
Proprio l’ospedale di Novara, da diversi anni, è in prima linea nella lotta alle epatiti virali: l’ambulatorio di Epatologia della struttura complessa di Medicina Interna 1, diretta dal professor Mario Pirisi, è infatti uno dei punti di riferimento del territorio.
I numeri dell’ospedale Maggiore di Novara
Dalla fine del 2014, grazie ai nuovi farmaci antivirali, sono stati 1.602 i pazienti con epatite C curati. Per quanto riguarda l’epatite B, nel 2025 sono stati seguiti in terapia 187 pazienti, ai quali se ne aggiungono 3 con epatite D. Oltre a ciò, l’ambulatorio assicura il monitoraggio continuo dei pazienti che non necessitano ancora di terapia, con l’obiettivo di prevenire possibili evoluzioni della malattia.
Tutto questo è reso possibile da tecnologie all’avanguardia, che consentono una valutazione non invasiva del fegato: su tutte il FibroScan, reso disponibile dal contributo della Fondazione Banca Popolare di Novara.
L’appello dell’ospedale, in vista di questo 28 luglio, è uno soltanto: ricordare l’importanza dello screening e della prevenzione, contro una delle infezioni virali attualmente più silenziose e pericolose.








