«Hai rubato il motorino»: picchiato e rapinato, trentenne a processo

Lo avevano avvicinato con una scusa: «Ci hai rubato il motorino». Così, quasi cinque anni fa – era il 5 luglio del 2021 – un gruppetto di giovani aveva bloccato un ragazzo all’epoca diciannovenne, affetto da un leggero handicap, e portato via il cellulare, nella cui cover era anche custodito denaro contante per un importo di circa 30 euro. Al termine dell’indagine, partita con la denuncia della vittima e una serie di accertamenti tecnici, la polizia di Stato ha identificato come uno dei possibili autori O.H., novarese di 30 anni ora a processo con l’accusa di concorso in rapina. Un altro aggressore, che allora non aveva ancora compiuto 18 anni, sarà giudicato dal tribunale per i minorenni di Torino.

La vittima ha raccontato che la sera dei fatti è stata avvicinata da quattro coetanei nel quartiere di Sant’Agabio. Lo accusavano di furto, probabilmente ingiustamente, dal momento che la circostanza non ha trovato alcun riscontro: «Sei un ladro. Hai rubato un motorino». Non hanno aggiunto molto altro.

A minacce e spintoni i ragazzi hanno costretto il novarese a seguirli fino al garage di un complesso popolare del rione. Lì hanno tirato giù il portone e dalle parole sono passati ai fatti. Schiaffi al viso, percosse. Ne hanno approfittato per portargli via il telefonino, in modo che non potesse chiedere aiuto. Nella cover del dispositivo c’erano 30 euro in banconote di vario taglio. Il ragazzo disabile ha chiesto indietro il maltolto, ma il gruppetto di bulli non ha voluto sentire ragioni. Quindi il diciannovenne, per evitare di prendere altre botte, è scappato a piedi e tornato a casa. Ha raccontato quanto accaduto alla madre e poi si è rivolto alla polizia.

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