C’è una retorica insopportabile che si attiva come un disco rotto ogni volta che un lavoratore perde la vita in fabbrica: si parla di “tragica fatalità”, di “destino crudele”, di “tragico imprevisto”. Ma quando un Paese intero conta la spaventosa media di mille morti sul lavoro all’anno, la parola “tragedy” perde di significato e lascia spazio a un termine ben più amaro: strage. E oggi, 26 luglio, il territorio novarese si ritrova a piangere l’ennesima vittima del lavoro, un uomo uscito di casa il venerdì mattina per non farvi più ritorno.
Il dramma si è consumato intorno alle 15 di venerdì nel cortile della Unidro, azienda del polo industriale di Torre San Pietrina a San Pietro Mosezzo. A perdere la vita è stato Giuliano Gobbato, collaudatore specializzato di 53 anni, schiacciato e ucciso dal ribaltamento di un’autogru.
Il cedimento del cemento e la dinamica dell’incidente
Secondo le prime ricostruzioni – ora al vaglio dei Carabinieri e dei tecnici dello Spresal – la dinamica dell’incidente è legata a un collasso strutturale. L’operaio si trovava a poca distanza da un’autogru impegnata nel sollevamento di un container contenente un impianto destinato a imminente collaudo. All’improvviso, il dramma: il cemento precompresso del piazzale avrebbe ceduto, creando un avvallamento fatale sotto uno dei piloni di sostegno del mezzo pesante.
Lo sbilanciamento è stato questione di secondi. L’autogru si è piegata su un fianco, travolgendo l’operaio 53enne che non ha avuto il minimo margine di tempo per mettersi in salvo, rimanendo schiacciato sotto il peso del carico. Inutile l’intervento tempestivo del 118: i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, mentre ai Vigili del Fuoco è toccato il tragico compito di recuperare la salma.
Giuliano Gobbato, originario della provincia vercellese ma residente a Novara con la moglie Viviana e la figlia Sara, non era certo un novellino: lavorava in quell’azienda da ben 28 anni, una vita intera dedicata alla fabbrica. Di fronte alla morte, l’azienda ha disposto il blocco delle attività per lutto, con i 45 dipendenti fermi per un’intera giornata in segno di vicinanza alla famiglia. L’intera area del sinistro è stata posta sotto sequestro per consentire le indagini.








