
Atelier dell’errore, Piccola Liturgia Errante
Non vado mai a vedere nulla se non dopo aver scrupolosamente visionato programmi, letto recensioni, consultato web, libri, giornali. Ieri, stranamente non è accaduto così.

Non vado mai a vedere nulla se non dopo aver scrupolosamente visionato programmi, letto recensioni, consultato web, libri, giornali. Ieri, stranamente non è accaduto così.

Tutto o quasi, quello che si fa in questi mesi, lo si fa dopo una lunga pausa. E’ stato molto suggestivo vedere e ascoltare le

Certo che quando il signor Cesare, bidello della scuola elementare “Giuseppe Rigutini” di Novara entrò in classe per chiedere chi di noi avesse richiesto un

Youssef Nabil è un fotografo egiziano contemporaneo (nato nel 1972 al Cairo), e la sua fotografia è profondamente egiziana, nonostante il suo cosmopolitismo. Direi che

L’avevo adocchiata la sera prima. Non era sola, era in compagnia di altre. Il giorno dopo, facendomi strada tra calli e callette, campi e campielli,

Pensare che nella ricerca fotografica di Carlo Benvenuto ci sia solo Giorgio Morandi è sicuramente riduttivo, anche se quando si parla di intimità degli oggetti,

“Torna Michel Foucault”, così si intitola il primo capitolo del volumetto di Bernard-Henri Lévy, edito da “La Nave di Teseo”, intitolato a sua volta “Il

Cosa ci fanno un veneziano e un milanese a Roma? Sembra l’inizio di una barzelletta, invece è l’inizio di una bella mostra che la Fondazione

Mi faccio sempre prendere per l’anima e ascolto sempre le voci del cuore. Quest’anno, dopo esattamente quarant’anni, per la prima volta, non vedrò Parigi. Ho

Chiunque di noi tenga traccia degli accadimenti della vita interiore ed esteriore attraverso un diario, un quaderno o magari un blog, ma anche su un

Non vado mai a vedere nulla se non dopo aver scrupolosamente visionato programmi, letto recensioni, consultato web, libri, giornali. Ieri, stranamente non è accaduto così. Ero (prevedibilmente), molto impegnato a scuola e quindi sono arrivato in ritardo “sul pezzo”, come si usa dire. Il “pezzo” era la serata di apertura

Tutto o quasi, quello che si fa in questi mesi, lo si fa dopo una lunga pausa. E’ stato molto suggestivo vedere e ascoltare le realizzazioni di Trisha Baga “The eye, the eye and the ear” (fino al gennaio 2021), all’Hangar Pirelli Bicocca dopo il lockdown, quasi che questo tempo

Certo che quando il signor Cesare, bidello della scuola elementare “Giuseppe Rigutini” di Novara entrò in classe per chiedere chi di noi avesse richiesto un po’ di inchiostro per il calamaio, mai avrei pensato che dopo 55 anni da quel principio d’anno scolastico del 1965, sarei stato ancora in una

Youssef Nabil è un fotografo egiziano contemporaneo (nato nel 1972 al Cairo), e la sua fotografia è profondamente egiziana, nonostante il suo cosmopolitismo. Direi che “vuole” essere profondamente egiziana ed elaborato con la tecnica della tenue colorazione manuale delle stampe. Le sue fotografie sono esposte in una bella mostra dal

L’avevo adocchiata la sera prima. Non era sola, era in compagnia di altre. Il giorno dopo, facendomi strada tra calli e callette, campi e campielli, sono riuscito a ritrovarla. Mi sono reso conto che vivere senza di lei sarebbe stato triste. Mi sono fatto coraggio e sono entrato nel laboratorio

Pensare che nella ricerca fotografica di Carlo Benvenuto ci sia solo Giorgio Morandi è sicuramente riduttivo, anche se quando si parla di intimità degli oggetti, dei loro equilibri, della loro essenza e, persino, della loro “anima”, il confronto che per primo viene alla mente per chi ama le arti visive

“Torna Michel Foucault”, così si intitola il primo capitolo del volumetto di Bernard-Henri Lévy, edito da “La Nave di Teseo”, intitolato a sua volta “Il virus rende folli”. Perché questo virus renderebbe folli? Semplice, per l’ex “nouveau philosophe”, e sulla scorta del pensiero di Foucault, la follia a cui si

Cosa ci fanno un veneziano e un milanese a Roma? Sembra l’inizio di una barzelletta, invece è l’inizio di una bella mostra che la Fondazione Cini, nella sua estensione di Palazzo Vio a Venezia, presenta fino al 23 novembre. Cosa hanno in comune il veneziano e il milanese? Una straordinaria

Mi faccio sempre prendere per l’anima e ascolto sempre le voci del cuore. Quest’anno, dopo esattamente quarant’anni, per la prima volta, non vedrò Parigi. Ho rinunciato ad abitare la mia casetta, un po’ per paura del virus e un po’ per aiutare l’Italia. Siccome mi sforzo sempre di essere sincero,

Chiunque di noi tenga traccia degli accadimenti della vita interiore ed esteriore attraverso un diario, un quaderno o magari un blog, ma anche su un social, avrà certamente registrato, pensieri, stati d’animo, riflessioni vissuti durante il cosiddetto lockdown. Per chi non si fosse accorto, la letteratura, in senso molto lato,