Un percorso fatto di segni, parole e relazioni, capace di trasformare la diversità in valore condiviso. È questo il cuore di “Lettere di un alfabeto sconosciuto”, la mostra collettiva ospitata alla Biblioteca Marazza fino al 24 marzo 2026, nata all’interno del progetto “Liber di essere: letture per i diritti e l’inclusione!”, promosso dal Sistema Bibliotecario del Medio Novarese e dalla Fondazione Achille Marazza, con il contributo del Ministero della Cultura.
L’esposizione è il risultato di un percorso inclusivo che ha coinvolto i ragazzi e le ragazze dei centri Anffas insieme agli studenti dell’iti Leonardo da Vinci e dell’Enaip di Borgomanero, sotto la cura di Francesca Amat. Un’esperienza condivisa che ha messo al centro l’incontro, il dialogo e la possibilità di esprimersi liberamente attraverso linguaggi diversi.
Il progetto prende forma a partire da dipinti astratti realizzati nei centri Anffas, diventati il punto di partenza per immaginare un “filo invisibile” capace di unire ogni essere umano. Un filo che nasce dal cuore, attraversa emozioni e pensieri, collega storie e differenze, muovendosi tra la terra e l’universo per poi tornare sempre al centro: la relazione.
Nel primo incontro, i partecipanti hanno dato forma a questo legame attraverso segni e immagini. Nel secondo, la parola è diventata protagonista grazie alla scrittura poetica condivisa, sperimentando la tecnica del cut-up: frammenti di testo riassemblati in modo creativo per generare nuovi significati, frutto di ascolto e collaborazione.
Ogni opera esposta racconta questo doppio percorso: da un lato il segno pittorico, dall’altro la parola poetica. Un dialogo tra linguaggi che restituisce un’esperienza autentica, in cui ciascuno ha potuto trovare spazio e voce, sentendosi parte di qualcosa.
Le parole chiave emerse lungo il cammino – amicizia, uguaglianza, empatia, ascolto, gioia, immaginazione, condivisione – sintetizzano il senso profondo del progetto: costruire legami e riconoscere il valore dell’altro, creando spazi in cui ogni persona possa sentirsi accolta e valorizzata.
In mostra le opere di Alessandra, Aurora, Camilla, Carlo, Cinzia, Cristina, Emanuela, Francesca, Giulia, Jean Pierre, Jennifer, Kiran, Mirko, Lorenzo, Lele, Reda e Teresa, protagonisti di un percorso che è prima di tutto umano, oltre che artistico.
“Lettere di un alfabeto sconosciuto” è così il racconto di un’esperienza condivisa, ma anche un invito aperto alla comunità: guardare oltre le differenze per scoprire che è proprio lì che nasce la possibilità di essere, davvero, in relazione.







