Radici Chimica, i sindacati dettano la linea: «Sicurezza sull’ammoniaca e priorità alle ricollocazioni»

La vertenza della Radici Chimica entra nel vivo e i toni del confronto si fanno sempre più serrati. Dopo l’annuncio dell’avvio della procedura per gli esuberi, le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato l’amministratore unico dell’azienda per un primo, cruciale faccia a faccia. Un vertice in cui i rappresentanti dei lavoratori hanno messo sul tavolo le proprie condizioni, partendo da una dura critica sulle modalità di comunicazione della crisi e arrivando a precise richieste sul fronte della sicurezza ambientale e della salvaguardia occupazionale.

La critica sulle tempistiche e le motivazioni dell’azienda

Il primo nodo affrontato dai sindacati ha riguardato proprio la tempistica scelta dalla dirigenza. Le sigle sindacali hanno evidenziato come «una comunicazione di tale e drammatica portata avrebbe dovuto essere trasmessa successivamente al periodo delle ferie estive, e non a ridosso della chiusura aziendale. Questa scelta impedisce di fatto di garantire la necessaria continuità del confronto con la RSU e rende impraticabile l’organizzazione delle fondamentali assemblee con le lavoratrici e i lavoratori» hanno denunciato.

Durante l’incontro, l’azienda ha illustrato nel dettaglio le motivazioni che hanno portato alla drastica decisione di cessare in via definitiva le attività dei reparti coinvolti. La dirigenza ha parlato di forti contrazioni strutturali del mercato, accompagnate da un drastico calo dei volumi di vendita e da una generale sofferenza economico-finanziaria. A questo quadro già critico si sono aggiunti i recenti problemi tecnici verificatisi nel mese scorso, episodi che avrebbero confermato in modo inequivocabile la profonda fragilità degli attuali impianti.

L’allarme sicurezza: il nodo dello smaltimento dell’ammoniaca

Proprio il tema della fragilità impiantistica ha spinto i sindacati ad alzare l’asticella dell’attenzione sulla sicurezza. I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso «forte preoccupazione per le future fasi di dismissione, chiedendo garanzie assolute e perentorie». La richiesta è che le eventuali operazioni di smaltimento dell’ammoniaca «vengano effettuate esclusivamente dopo aver informato preventivamente l’ARPA e tutte le istituzioni competenti, incluso il Prefetto. La priorità assoluta e non negoziabile deve rimanere la tutela della salute dei lavoratori all’interno del sito e dell’intera cittadinanza novarese all’esterno» hanno ribadito i sindacati.

Il piano sociale e la richiesta di ricollocazioni interne

Il cronoprogramma della crisi fissa al prossimo 14 settembre la scadenza per l’invio di un piano sociale ai soggetti destinatari della comunicazione. Le sigle sindacali rappresentate rispettivamente da Maria Luisa MauceriCristian Bertuletti e Sandro Roncarolo, oltre che da Maurizio Nieli che ieri, 21 luglio, ha aggiornato in diretta il consiglio comunale, hanno preteso fermamente che questo lasso di tempo venga utilizzato dall’azienda per avviare un dialogo realmente costruttivo con la RSU.

L’obiettivo è condividere ogni azione possibile per la salvaguardia dei livelli occupazionali, elaborando un piano industriale che possa garantire la sopravvivenza del sito a lungo termine. «Il piano sociale – hanno avvertito le sigle sindacali – non deve trasformarsi in un semplice strumento per formalizzare i tagli al personale. Al contrario, deve contenere soluzioni concrete per minimizzare l’impatto sociale e delineare prospettive di rilancio per un’azienda che riveste un’importanza storica e strategica per il nostro territorio».

«Se sarà strettamente necessario, si dovranno attivare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, ma l’attenzione primaria dovrà essere focalizzata sulle ricollocazioni interne» la richiesta dei sindacati insieme a quella di «trasferire il personale in esubero nei reparti destinati a rimanere operativi, i quali già oggi registrano evidenti carenze di organico». Il percorso di confronto proseguirà a stretto giro: è in calendario per martedì 28 luglio il primo di una serie di incontri tra la RSU e l’azienda, mentre entro la fine di agosto è previsto un nuovo vertice che coinvolgerà direttamente le segreterie territoriali.

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