«Sette anni di segnalazioni, un cantiere affidato e poi sospeso, e un marciapiede che resta un percorso a ostacoli insormontabile per disabili e passeggini». L’odissea di via Caviggioli, nel cuore del quartiere Bicocca, è tornata al centro del dibattito cittadino attraverso la dura presa di posizione di Maurizio Gavioli, portavoce di “Patto per il Nord Novara e Provincia”, che ha chiesto all’amministrazione comunale di mettere fine a una «paralisi burocratica che si trascina ormai dal 2019».
Il nodo della questione riguarda il tratto di camminamento compreso tra la scuola Rodari e via Landoni, sul lato delle case di edilizia popolare. Già nel maggio di sette anni fa, il comitato spontaneo della Bicocca aveva denunciato le gravi condizioni della pavimentazione, completamente dissestata dall’espansione delle radici degli alberi. Un problema che di fatto ha azzerato l’accessibilità in sicurezza dell’area. «Dopo i primi annunci di manutenzione, il Comune aveva predisposto un progetto e affidato i lavori, scontrandosi però con un ostacolo imprevisto: le veementi proteste di cittadini e associazioni ambientaliste, fermamente contrari all’abbattimento dei tigli presenti lungo il percorso» ha ricordato Gavioli.
Il risultato è stato la sospensione a tempo indeterminato del cantiere. La vicenda era approdata anche sui banchi del consiglio comunale nel giugno del 2025: in quell’occasione, a fronte di uno stallo che durava già da tredici mesi, l’allora assessore competente aveva annunciato ulteriori verifiche per individuare una via d’uscita tecnica. Oggi, a ottobre 2026, la situazione sul campo è rimasta immutata.
«Comprendiamo la necessità di valutare le diverse posizioni sulla tutela degli alberi, ma il confronto non può trasformarsi in un alibi per lasciare irrisolta per anni una questione che riguarda la sicurezza e l’accessibilità – ha attaccato Gavioli –. Un’amministrazione efficiente deve saper valutare le alternative, decidere e portare a termine gli interventi».
Patto per il Nord ha quindi formalizzato una richiesta urgente a palazzo Cabrino per chiarire lo stato reale della vicenda, gli esiti degli accertamenti tecnici e le ragioni degli atti che mantengono congelato il cantiere. Ma, soprattutto, la richiesta è quella di fornire garanzie temporali: «Chiediamo una data certa per la ripresa dei lavori e un cronoprogramma verificabile per la loro conclusione. Non servono altri annunci né nuove promesse. La manutenzione di una città non si misura dagli interventi annunciati, ma da quelli effettivamente realizzati: via Caviggioli ha bisogno di una soluzione. Adesso».








