Tre fotografie, tre storie legate a Novara e al suo territorio, tre opere liriche originali. È il progetto Io ne ho viste di cose. L’obiettivo di Mario Finotti diventa Opera, la nuova proposta del Teatro Coccia che debutta giovedì 15 ottobre alle 18.30 e proseguirà il 5 e il 26 novembre.
L’idea è trasformare alcuni degli scatti più significativi del fotografo novarese Mario Finotti in altrettanti spettacoli musicali, affidati a giovani compositori, librettisti e registi. Le immagini diventano così il punto di partenza per racconti che mescolano fatti realmente accaduti e invenzione teatrale, con una buona dose di ironia e fantasia.
A costruire le storie sono stati Alessandro Barbaglia e Maria Paola Colombo, mentre le musiche e gli allestimenti sono stati realizzati da giovani artisti. Ogni serata si aprirà con un dialogo tra Finotti e Barbaglia per raccontare la fotografia originale, seguito dalla rappresentazione dell’opera e da un ulteriore momento di confronto.
La particolarità del progetto riguarda anche lo spazio: gli spettatori saranno seduti direttamente sul palcoscenico del Coccia, a pochi passi dagli interpreti, in una dimensione raccolta e immersiva.
Il Salvatore scende dalla Cupola: tra ingegneri e un sindaco a caccia di voti
Il primo appuntamento, giovedì 15 ottobre, è dedicato a uno degli episodi più celebri della storia recente di Novara: la discesa della statua del Salvatore dalla Cupola di San Gaudenzio nel 1982, immortalata da Finotti.
L’opera, intitolata Il Salvatore salvato, prende spunto da quell’impresa ingegneristica per costruire una commedia che vede protagonisti due fratelli incaricati di organizzare la delicata operazione e un sindaco particolarmente interessato ai possibili vantaggi elettorali dell’intervento.
Uno dei due ingegneri affronta l’incarico con spirito mistico, l’altro come una sfida tecnica, mentre il primo cittadino freme per i ritardi e pensa ai voti che potrebbe conquistare grazie al restauro. Il risultato è una vicenda che mescola storia, satira politica e situazioni surreali.
Il libretto è di Matilde Barberi Squarotti, la musica di Saverio Santoni e la regia di Irina Solomonoff. In scena Simone Manzotti, Matteo Minetti e Andrea Ciampi.
Dalle risaie alla pallavolo: la storia di suor Giovanna raccontata da tre zanzare
Decisamente originale anche il secondo appuntamento, in programma giovedì 5 novembre. Ronzii e schiacciate racconta la nascita della grande tradizione del volley femminile novarese attraverso un punto di vista insolito: quello di tre zanzare.
La fotografia di partenza è dedicata a suor Giovanna, figura simbolo della pallavolo cittadina. La vicenda è ambientata nel 1983, nella campagna tra Novara e Trecate, dove una religiosa immagina di trasformare un terreno agricolo in un luogo destinato allo sport e alla nascita di una squadra femminile.
Le tre zanzare, protagoniste di un racconto tra comicità e teatro dell’assurdo, osservano quello che sembra un sogno irrealizzabile e che finirà per diventare una storia di successo sportivo.
Il libretto è di Giuseppe Trovato, le musiche di Arturo Dal Bianco e la regia di Bianca Di Gregoli. A interpretare le tre zanzare saranno Alice Paoletta, Michela Pugliese e Fabio Riva.
La storia di Niky, dal giardino di Bellinzago al sogno del mare
L’ultimo appuntamento, giovedì 26 novembre, cambia registro e affronta una storia di tenacia e speranza. L’arca di Niky prende ispirazione dalla fotografia Niky in mare per la vita, dedicata alla vicenda di un bambino di Bellinzago e al viaggio immaginato dalla sua famiglia.
La rappresentazione comincia come una commedia di vicinato. Tre donne chiacchierano in giardino, tra pettegolezzi e piccoli litigi, finché una di loro nota una grande barca nella proprietà accanto. Da quella curiosità nasce il racconto della storia di Niky, della sua malattia e del desiderio della famiglia di affrontare il mare.
Il tono leggero lascia progressivamente spazio all’emozione, trasformando una conversazione quotidiana in una riflessione sulla solidarietà e sulla capacità di guardare oltre le difficoltà.
Il libretto è di Irene Montanari, la musica di Giuseppe Guerrera e la regia di Camilla Graziani. In scena Tiziana Lobosco, Akane Tamura e Yuwei Zhao.
Tre appuntamenti sul palcoscenico del Coccia
Tutte e tre le opere saranno dirette dal maestro Michelangelo Mattoli, alla guida dell’Ensemble strumentale del Conservatorio Guido Cantelli. Il progetto coinvolge giovani artisti provenienti da percorsi di formazione teatrale e musicale.
Gli spettacoli sono in programma il 15 ottobre, il 5 e il 26 novembre, sempre alle 18.30, sul palcoscenico del Teatro Coccia. Il biglietto costa 10 euro ed è acquistabile online o alla biglietteria del teatro.








