Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo scopriva l’America; 534 anni dopo, a Novara, si festeggia una conquista decisamente più modesta, ma attesa quasi altrettanto a lungo: l’apertura di cinque chilometri di tangenziale. Dopo sette anni di attesa, ritardi, vicende giudiziarie e annunci di inaugurazioni, oggi è arrivato finalmente il taglio del nastro dei lotti 0 e 1, con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini come ospite d’onore. Ma guai a parlare di opera conclusa: all’appello manca ancora l’ultimo tratto fino alla rotonda di Lumellogno, destinato a collegarsi con la futura tangenziale Novara-Vercelli. Che, per il momento, resta sulla carta.
Un’inaugurazione importante, dunque, ma non il capitolo finale di una storia infrastrutturale che nel Novarese si trascina da decenni. Il nuovo tracciato attraversa i territori di Cameri, Novara e San Pietro Mosezzo e permette di collegare i caselli autostradali di Novara Est e Novara Ovest, alleggerendo, almeno nelle intenzioni, il traffico che attraversa la città.
Per il vice presidente del Consiglio si tratta della seconda visita nel Novarese nel giro di pochi mesi: a luglio era stato infatti ospite dell’inaugurazione dei lavori della Pedemontana.
Cinque chilometri e 121 milioni di euro
Il nuovo tracciato misura 5,1 chilometri, è largo 22 metri e dispone di due corsie per senso di marcia. L’intervento, realizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese Consorzio Stabile Edilmaco – Giugliano Costruzioni Metalliche, ha richiesto un investimento complessivo di circa 121 milioni di euro.
Tre i nuovi svincoli, in corrispondenza delle statali 32 Ticinese, 299 di Alagna e 229 del Lago d’Orta. Cinque i viadotti in acciaio corten, tra cui quello di 573 metri che supera la ferrovia Vignale-Varallo, la roggia Mora e il torrente Agogna, e quello di 458 metri sul Terdoppio. A questi si aggiungono i viadotti sulla linea Novara-Domodossola e sulla statale 229, sulla statale 32 a Cameri e sul canale Regina Elena, oltre al ponte sulla ferrovia Alessandria-Arona.
Realizzati anche 25 sottopassi per garantire la continuità della rete irrigua e l’accessibilità ai terreni agricoli, oltre a sei attraversamenti destinati alla fauna selvatica.
L’obiettivo è alleggerire il traffico nel centro di Novara, migliorare i collegamenti con l’autostrada e rendere più scorrevole la circolazione dei mezzi pesanti e dei pendolari, rafforzando il ruolo del territorio come nodo di collegamento tra Piemonte e Lombardia.
Dal cantiere del 2019 all’inchiesta giudiziaria: sette anni di rinvii
La storia dei lotti 0 e 1 della tangenziale comincia ben prima dell’apertura del cantiere. L’aggiudicazione dell’appalto risale al 2017, mentre la consegna definitiva dei lavori avviene il 22 novembre 2019. Il cronoprogramma prevedeva 1.242 giorni di attività, ma la conclusione dell’intervento è progressivamente slittata, fino a superare anche la scadenza dell’agosto 2024.
Prima la pandemia, con le conseguenze sull’organizzazione dei cantieri e sulle forniture. Poi, nel 2023, un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto uno dei fornitori dell’opera e ha contribuito a rallentare ulteriormente i lavori. Superata anche questa fase, il cantiere ha dovuto affrontare ulteriori problemi tecnici e adeguamenti progettuali, tra cui quelli relativi alle barriere di sicurezza.
Nel frattempo si sono susseguite le previsioni di apertura, puntualmente disattese. Ancora nel luglio 2026 Federconsumatori Novara denunciava una situazione «non più tollerabile», chiedendo ad Anas spiegazioni e soprattutto una data certa per la consegna della strada. La società annunciava un’apertura imminente, ma l’attesa sarebbe proseguita ancora.
Fino al paradosso delle ultime settimane: la tangenziale appariva ormai completata, con asfalto, segnaletica e barriere al loro posto, ma continuava a essere sbarrata al traffico. Una situazione documentata anche dalle immagini aeree pubblicate da La Voce di Novara il 21 settembre e raccontata nuovamente l’8 ottobre, quando l’apertura risultava ormai legata alla cerimonia istituzionale con il ministro Salvini.
Oggi, finalmente, il taglio del nastro. Un traguardo che gli automobilisti attendevano da anni e che, al di là delle celebrazioni, lascia aperta una domanda: perché un’opera tanto importante per la mobilità del territorio abbia richiesto così tanto tempo per essere completata e consegnata ai cittadini.
Canelli: «Ora servono l’ultimo tratto e il collegamento con Malpensa»
Per il sindaco Alessandro Canelli l’inaugurazione rappresenta un passaggio importante, ma non conclusivo. «Questo tratto collega finalmente i due caselli autostradali, Novara Est e Novara Ovest», ha sottolineato, ricordando la presenza di Salvini per la seconda volta nel giro di pochi mesi come segnale dell’attenzione del governo verso il territorio.
Il sindaco ha poi richiamato le prospettive di sviluppo industriale, a partire dall’investimento di Silicon Box, che dovrebbe portare circa 1.600 posti di lavoro nell’area di Agognate, a poche centinaia di metri dal nuovo tracciato. «È evidente che anche le infrastrutture si devono adeguare», ha osservato Canelli, indicando tra le priorità il completamento della tangenziale verso corso Vercelli, il collegamento Novara-Malpensa e l’auspicata fermata dell’alta velocità.
«Sono tanti gli investimenti in arrivo e quindi il territorio ha bisogno delle infrastrutture come il pane», ha concluso.
Resta dunque aperta la partita dell’ultimo lotto, quello che dovrà raggiungere la rotonda di Lumellogno e raccordarsi con la futura tangenziale Novara-Vercelli. Un collegamento ancora da realizzare, indispensabile per completare il sistema viabilistico immaginato per il territorio.
Gabusi: «Tempi troppo lunghi, dobbiamo imparare ad accorciarli»
A riconoscere la lunghezza del percorso è stato anche l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, che ha parlato di un «tempo di decantazione piuttosto lungo».
«Queste opere non si realizzano in laboratorio, si realizzano nella vita quotidiana, nella realtà», ha spiegato, citando le esigenze degli agricoltori, la tutela ambientale e la necessità di garantire la continuità delle attività durante i lavori.
Gabusi ha però ammesso la necessità di migliorare i tempi della concertazione e della progettazione, ricordando l’impegno della Regione per arrivare ai futuri finanziamenti statali con progetti già pronti e valutazioni ambientali completate.
«Dobbiamo fare un pezzo di strada insieme, assumendoci la responsabilità anche come Regione di diminuire questi tempi», ha dichiarato.
L’assessore ha inoltre richiamato le altre grandi opere infrastrutturali piemontesi, dalla Pedemontana al tunnel di Tenda, sottolineando l’importanza di una programmazione condivisa tra Regione, Province, Comuni e ministero.
Salvini: «Restituiamo tempo alle famiglie». E ironizza sui rospi
Il ministro ha concentrato il suo intervento sui benefici concreti della nuova infrastruttura: «Dobbiamo lavorare per far perdere meno tempo, inquinare di meno, intasare di meno e restituire il patrimonio più prezioso alle famiglie, alle mamme, ai papà, ai figli: il tempo. Grazie a questi cinque chilometri ci sarà qualche ora in più da dedicare alla famiglia, al lavoro, agli amici».
Salvini ha ringraziato i tecnici e gli operai di Anas, le imprese e le forze dell’ordine coinvolte nella realizzazione dell’intervento.
Non è mancata una battuta sugli attraversamenti per gli animali: «Mi fa piacere che ci si sia impegnati anche per i sottopassi per la fauna selvatica. Perché non c’è un’opera ormai che si possa chiamare tale se non c’è un sottopasso, un sovrappasso. Non so quali specie animali siano destinate a passare sotto. Mi auguro che la salute dei rospi e delle farfalle sia tutelata anche in questo territorio».
Un riferimento ironico alle prescrizioni ambientali che ha accompagnato la cerimonia di inaugurazione.
Anas: un’opera strategica per la viabilità del Nord-Ovest
L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha inserito l’inaugurazione nel quadro degli investimenti nazionali della società, che gestisce circa 33mila chilometri di strade e autostrade, oltre 19mila ponti e più di 2mila gallerie.
Gemme ha richiamato il piano industriale 2026-2035, con un portafoglio di investimenti di 43,2 miliardi di euro, di cui 27 miliardi destinati a nuove opere e 15,6 miliardi alla manutenzione programmata.
Per Novara, il risultato più immediato sarà la possibilità di distribuire meglio il traffico lungo la rete esterna alla città, riducendo l’attraversamento urbano e rafforzando il collegamento tra Piemonte e Lombardia.
Ma l’inaugurazione non rappresenta ancora la parola fine sul sistema tangenziale novarese. Resta infatti da realizzare l’ultimo collegamento verso Lumellogno, destinato a innestarsi sulla futura Novara-Vercelli.
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Foto di Alessandro Visconti








