Conservatorio Cantelli, lavori in ritardo e auditorium verso la chiusura: appello al Comune per trovare spazi

Dovevano cominciare entro la fine di settembre, ma a quasi un mese dalla scadenza prevista i lavori di restauro del conservatorio Guido Cantelli non sono ancora partiti. E, soprattutto, non c’è una data certa per l’apertura del cantiere. Un ritardo che pesa anche sulla programmazione artistica dell’istituto, che ha già definito il calendario dei concerti del sabato pomeriggio fino a ottobre 2027, senza però sapere dove potrà ospitarli quando l’auditorium Fratelli Olivieri dovrà chiudere. Un’incognita che riguarda non soltanto gli appuntamenti aperti al pubblico, ma anche l’attività didattica, compresi gli esami di fine corso.

A sollevare il problema è stata la direttrice Alessandra Aina, che ha spiegato come il responsabile unico del progetto (Rup) del Conservatorio sia quotidianamente in contatto con la Lithos di Venezia, la ditta incaricata degli interventi, in collaborazione con l’Università di Torino. Contatti che, tuttavia, non hanno ancora prodotto risposte concrete sui tempi di avvio del cantiere. «Il nostro Rup è in contatto tutti i giorni con la ditta, ma al momento non abbiamo ancora risposte su quando potranno cominciare i lavori», ha spiegato Aina.

Secondo il programma previsto, gli interventi dovrebbero cominciare dalle pareti esterne dell’ex Collegio Gallarini, consentendo di mantenere utilizzabile l’auditorium almeno fino alla fine dell’anno. La situazione cambierà quando il cantiere interesserà gli spazi interni: a quel punto la sala dovrà inevitabilmente chiudere. Secondo le previsioni del Conservatorio, potrebbe accadere in primavera, ma il mancato avvio dei lavori rende impossibile indicare una data attendibile.

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Il paradosso è che la stagione musicale è già stata programmata fino all’ottobre del prossimo anno, ma per una parte degli appuntamenti non si sa ancora quale sarà la sede. Una situazione che rende difficile organizzare per tempo il trasferimento delle attività e garantire la continuità di un calendario che rappresenta uno degli appuntamenti culturali consolidati della città.

Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale dalla direttrice Aina e da Alessandro Zignani, docente del Conservatorio e curatore della stagione dei concerti del sabato pomeriggio. La richiesta è quella di individuare e attrezzare una sala cittadina che possa ospitare gli appuntamenti musicali durante il periodo di indisponibilità dell’auditorium.

«Ci piacerebbe che questa necessità diventasse anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra il Conservatorio e la città. Abbiamo bisogno di uno spazio adeguato, attrezzato con un pianoforte a gran coda, che ci permetta di continuare a proporre i concerti e a svolgere le nostre attività», è l’appello rivolto da Aina e Zignani all’amministrazione.

Non basta, infatti, mettere a disposizione uno spazio qualsiasi. Per garantire la qualità delle esecuzioni occorre un pianoforte a gran coda, strumento indispensabile per una parte significativa della programmazione. Il Conservatorio potrebbe eventualmente utilizzare il proprio, ma il trasferimento comporterebbe costi di trasporto e accordatura, oltre alle difficoltà logistiche legate alla movimentazione di uno strumento tanto delicato.

La questione, peraltro, va ben oltre la stagione concertistica. Nell’auditorium si svolgono anche gli esami di fine corso e altre attività curricolari. La sua chiusura, in assenza di un’alternativa adeguata, rischierebbe quindi di compromettere non soltanto l’offerta culturale, ma anche il regolare svolgimento delle attività formative degli studenti.

Accanto alla richiesta rivolta al Comune, la direttrice ha lanciato anche un invito alla cittadinanza: sostenere direttamente il percorso formativo degli allievi attraverso una sorta di adozione, facendosi carico del pagamento della retta di uno studente. Un modo per coinvolgere concretamente i novaresi nella vita del Conservatorio e sostenere la formazione musicale, affiancando all’impegno delle istituzioni quello di cittadini disponibili a investire sui giovani musicisti.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore