Mario Grella

Tuuumultum!

Mentre lo scorso agosto visitavo la mostra “Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle collezioni del MART,  allestita Casa d’arte futurista Depero a Rovereto,

A proposito di aperitivi

La prima volta che bevvi un aperitivo, ero molto giovane, molto più giovane di quello che pensiate: avevo sei anni, era il 1964. Il merito, 

La vita straordinaria di David Copperfield

C’è un seguitissimo account Twitter che si chiama “Basil Seal”, una sequela di foto della “britannitudine”, vecchi castelli, biblioteche, servizi da té, ecc. Ecco,  quello

App Immuni e Apple store

Mia moglie mi chiama con un soprannome: “Mimich”. Non vi dirò il perché, ma vi dirò che quello fu il mio primo “nick”, anzi “nickname”

Almeno qualche volta…

Si erano paventate defezioni di massa, fughe dalla scuola, li avevano dipinti come una massa di assenteisti, fannulloni e anche un po’ codardi. Forti del

Un divano a Tunisi

L’idea era sicuramente stimolante: una giovane e bella psicanalista francese di origine tunisina, Selma Derwish, torna in patria e decide di esercitare la professione alla

Mario Grella

Tuuumultum!

Mentre lo scorso agosto visitavo la mostra “Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle collezioni del MART,  allestita Casa d’arte futurista Depero a Rovereto, avevo avuto una premonizione, beh forse premonizione è un po’ troppo biblico, diciamo un pensiero funesto. Avrei avuto molto tempo per scrivere questo post in

A proposito di aperitivi

La prima volta che bevvi un aperitivo, ero molto giovane, molto più giovane di quello che pensiate: avevo sei anni, era il 1964. Il merito,  per molte delle belle cose che mi sono capitate in una brutta infanzia, era sempre di mio nonno Giovanni, operaio di nascita, ma vocazione da

La vita straordinaria di David Copperfield

C’è un seguitissimo account Twitter che si chiama “Basil Seal”, una sequela di foto della “britannitudine”, vecchi castelli, biblioteche, servizi da té, ecc. Ecco,  quello che temevo di vedere in un film su David Copperfield, fosse esattamente questo e invece il film di Armando Iannucci,  liberamente tratto dal celeberrimo romanzo

App Immuni e Apple store

Mia moglie mi chiama con un soprannome: “Mimich”. Non vi dirò il perché, ma vi dirò che quello fu il mio primo “nick”, anzi “nickname” con il quale mi registrai nel sito Apple, nel lontano 2008, quando acquistai il mio primo I-Phone. Nel 2009 feci un soggiorno a New York

Almeno qualche volta…

Si erano paventate defezioni di massa, fughe dalla scuola, li avevano dipinti come una massa di assenteisti, fannulloni e anche un po’ codardi. Forti del loro stipendio sicuro, delle loro diciotto ore di cattedra, dei famigerati tre mesi di vacanza, sono stati spesso criticati, bistrattati, insultati e qualche volta anche

Un divano a Tunisi

L’idea era sicuramente stimolante: una giovane e bella psicanalista francese di origine tunisina, Selma Derwish, torna in patria e decide di esercitare la professione alla periferia di Tunisi dove è cresciuta. Il divano di Selma (che evoca naturalmente il divano di Freud), sostituisce l’hamman, luogo di rilassamento fisico, mentale e

Teho Teardo chiude l’edizione zero di Nu Festival

Teho Teardo chiude l’edizionw zero di Nu Festival. Come Johannes Baader, che si definiva “over-dada” e che scriveva lettere al Kaiser e a Gesù Cristo, da vero vetero-dadista, anche Teho Teardo, scrisse a Man Ray, l’uomo-raggio, come lo chiamò nella lettera. Gli scrisse per annunciare, con molto garbo e tatto,

Paolo Fresu riscopre Isabella Leonarda sull’altare di San Gaudenzio

Diciamolo subito, quando Paolo Fresu mette mano alla tromba o al filicorno, qualsiasi spartito interpreti, il risultato è la musica di Paolo Fresu e non altro. Questo potrebbe essere anche un limite, quello dato dalla forte impronta artistica di un musicista che quasi finisce col far passare in secondo piano

Nu Festival accende il Borsa con Ricciarda Belgiojoso e Walter Prati

Lo avevano promesso Corrado Beldì e Ricciarda Belgiojoso (direttrice artistica) alla presentazione di “Nu Arts and Community”, tanta musica lontana dal jazz. E la promessa è stata (in parte) mantenuta, almeno per questa quarta sera di festival. Quando vidi la prima volta la copertina di “A Rainbow in curved air”

Nu Festival, dalle “Variazioni furiose” alla “Pastorale”

Perché  esattamente fosse furioso Orlando, non mi è mai stato chiaro; forse perché leggendo il testo, della “furia” resta solo la traccia semantico-linguistica, ma non certo espressa in gesto, voce, mimica. Ci sarebbe voluto qualcuno che Orlando lo “interpretasse” proprio come fece fare Luca Ronconi a Massimo Foschi al Festival