
Riaprite le scuole! (o chiudetele dopo)
È noto, come tutti tengono a sottolineare, che le scuole vadano riaperte al più presto. Contemporaneamente è noto che moltissimi tengono a sottolineare come per loro, la

È noto, come tutti tengono a sottolineare, che le scuole vadano riaperte al più presto. Contemporaneamente è noto che moltissimi tengono a sottolineare come per loro, la

L’ultima frontiera della demenza urbana, sta sicuramente nell’automobiliota che staziona nella propria autovettura, solitamente di grossa o grossissima cilindrata, con il motore acceso mentre “smanetta”

Oggi ho mangiato un piatto di cassœla. L’ho ordinata “da portar via” (ovvero “take away” per i fighetti e da “asporto” per i burocrati) al

Leggiamo spesso nelle biografie di scrittori, artisti e musicisti, che dopo un viaggio particolarmente significativo, il loro modo di scrivere, dipingere, comporre musica è cambiato.

Caro Beppe Sala, io capisco bene che senza i pendolari a causa dello smart working i bar, i ristoranti, le pizzerie, le paninerie del centro

Da bambino avevo un sogno ricorrente. Anzi meglio era un incubo, anzi pensandoci bene era un “incubo preventivo” che immaginavo e solo in un secondo

Mentre lo scorso agosto visitavo la mostra “Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle collezioni del MART, allestita Casa d’arte futurista Depero a Rovereto,

La prima volta che bevvi un aperitivo, ero molto giovane, molto più giovane di quello che pensiate: avevo sei anni, era il 1964. Il merito,

C’è un seguitissimo account Twitter che si chiama “Basil Seal”, una sequela di foto della “britannitudine”, vecchi castelli, biblioteche, servizi da té, ecc. Ecco, quello

Mia moglie mi chiama con un soprannome: “Mimich”. Non vi dirò il perché, ma vi dirò che quello fu il mio primo “nick”, anzi “nickname”

È noto, come tutti tengono a sottolineare, che le scuole vadano riaperte al più presto. Contemporaneamente è noto che moltissimi tengono a sottolineare come per loro, la scuola sia la cosa più importante. Naturalmente c’è chi lo pensa davvero e, presumo siano la maggioranza. Ma ci sono anche gli ipocriti che lo

L’ultima frontiera della demenza urbana, sta sicuramente nell’automobiliota che staziona nella propria autovettura, solitamente di grossa o grossissima cilindrata, con il motore acceso mentre “smanetta” sullo smartphone. Ecco, se dovessi scegliere a quale persona non assomigliare, sceglierei questa. Il problema è che questo/questa prototipo di cretino/cretina patentato/a (è proprio il

Oggi ho mangiato un piatto di cassœla. L’ho ordinata “da portar via” (ovvero “take away” per i fighetti e da “asporto” per i burocrati) al bar-ristorante “Corona” (“ristobar” per le shampiste) in centro a Novara. Troppo difficile cucinarla in casa perché, secondo mia moglie, dopo si muore soffocati dall’odore della

Leggiamo spesso nelle biografie di scrittori, artisti e musicisti, che dopo un viaggio particolarmente significativo, il loro modo di scrivere, dipingere, comporre musica è cambiato. In un certo senso sembrerebbe inevitabile, almeno quando un viaggio non è una semplice vacanza o quando non si è mai fatto nessun viaggio. È

Caro Beppe Sala, io capisco bene che senza i pendolari a causa dello smart working i bar, i ristoranti, le pizzerie, le paninerie del centro di Milano possano risentirne. Lo capisco benissimo. Quello che non capisco è il motivo per cui tu, caro Beppe Sala, non capisca che il “pendolarismo”

Da bambino avevo un sogno ricorrente. Anzi meglio era un incubo, anzi pensandoci bene era un “incubo preventivo” che immaginavo e solo in un secondo momento mi capitava di sognare. Mi trovavo in una città, probabilmente la mia, completamente abbandonata dai suoi abitanti ed io ero in una casa, probabilmente

Mentre lo scorso agosto visitavo la mostra “Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle collezioni del MART, allestita Casa d’arte futurista Depero a Rovereto, avevo avuto una premonizione, beh forse premonizione è un po’ troppo biblico, diciamo un pensiero funesto. Avrei avuto molto tempo per scrivere questo post in

La prima volta che bevvi un aperitivo, ero molto giovane, molto più giovane di quello che pensiate: avevo sei anni, era il 1964. Il merito, per molte delle belle cose che mi sono capitate in una brutta infanzia, era sempre di mio nonno Giovanni, operaio di nascita, ma vocazione da

C’è un seguitissimo account Twitter che si chiama “Basil Seal”, una sequela di foto della “britannitudine”, vecchi castelli, biblioteche, servizi da té, ecc. Ecco, quello che temevo di vedere in un film su David Copperfield, fosse esattamente questo e invece il film di Armando Iannucci, liberamente tratto dal celeberrimo romanzo

Mia moglie mi chiama con un soprannome: “Mimich”. Non vi dirò il perché, ma vi dirò che quello fu il mio primo “nick”, anzi “nickname” con il quale mi registrai nel sito Apple, nel lontano 2008, quando acquistai il mio primo I-Phone. Nel 2009 feci un soggiorno a New York