Doveva essere una soluzione temporanea, poi sono arrivati i progetti, le proteste, i cambi di destinazione, gli annunci e persino un bando andato deserto. Alla fine, dopo quasi tre anni, la società sportiva Ginnastica Libertas Novara tornerà esattamente da dove era partita: nella palestra del Pinqua, ex Campo Tav, il quartiere interessato dal progetto di riqualificazione urbana. Con una differenza non trascurabile: quello spazio, che il sindaco Alessandro Canelli aveva presentato come una nuova palestra a disposizione della città e delle associazioni sportive (in foto), sarà concesso alla Libertas per cinque anni, rinnovabili per altri cinque, con attrezzature installate stabilmente.
La vicenda è tornata in consiglio comunale il 30 ottobre con un’interrogazione del Partito Democratico, illustrata dalla consigliera Sara Paladini, alla quale ha risposto l’assessora allo Sport Elisabetta Franzoni, che ha ereditato il dossier dall’ex assessore allo Sport Ivan De Grandis.
Per ricostruire la storia bisogna tornare al 2023, quando la Libertas aveva dovuto lasciare la propria sede per consentire i lavori all’ex Campo Tav. Da allora è cominciato un lungo percorso alla ricerca di una nuova collocazione. Prima l’ipotesi dei campi di via Fara, abbandonata dopo le proteste dei residenti; poi, nel 2024, quella dell’area dell’istituto comprensivo Achille Boroli di via Magalotti, anche questa accantonata per le criticità sollevate dalla comunità scolastica e dai cittadini.
Infine, la soluzione che sembrava definitiva: una nuova tensostruttura in viale Kennedy, con palestra polifunzionale e spogliatoi. Nel settembre 2025 la giunta aveva approvato il progetto esecutivo per un investimento di 380mila euro, annunciando la conclusione dei lavori entro la fine dello stesso anno. De Grandis aveva parlato di una promessa mantenuta nei confronti della società sportiva. Due mesi dopo, a novembre, erano stati stanziati ulteriori 830mila euro. Ma il 21 luglio 2026 il bando è andato deserto e la gara è stata annullata.
Nel frattempo la Libertas ha continuato ad allenarsi nella palestra del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di via Generali, una sistemazione che avrebbe dovuto lasciare entro luglio.
La soluzione annunciata da Franzoni è dunque il ritorno al Pinqua, dove però i lavori non sono ancora completamente conclusi. «È stata concessa una proroga fino a ottobre nella palestra dei Vigili del Fuoco, successivamente prolungata di altri trenta giorni perché la struttura del Pinqua non è ancora pronta» ha spiegato l’assessora. Mancano infatti il completamento degli allacciamenti e la piena funzionalità degli impianti, cui dovranno seguire controlli e collaudi.
La giunta ha intanto approvato lo schema di concessione alla Libertas: cinque anni più cinque, con un canone mensile di 1.297 euro, già ridotto del 60% secondo le agevolazioni previste per le società sportive. L’associazione dovrà inoltre proporre un progetto sociale e inclusivo rivolto ai residenti del quartiere.
Ma è proprio sulla destinazione della palestra che si apre la questione più controversa. Durante una visita al Pinqua con la stampa, il sindaco Canelli aveva illustrato la struttura come una nuova palestra a disposizione della città e dell’associazionismo sportivo, prevedendo una rotazione tra diverse società. Ora, invece, l’impianto potrebbe essere assegnato stabilmente alla Libertas, che per praticare la ginnastica artistica ha necessità di installare attrezzature fisse, difficilmente compatibili con l’utilizzo quotidiano da parte di altre discipline.
Franzoni ha assicurato che la palestra non perderà la propria multifunzionalità e che gli spazi potranno ospitare altre attività a disposizione del quartiere. Ha inoltre precisato che, a differenza di quanto previsto per la palestra di via Vasari, in questo caso non esiste un vincolo che imponga la multidisciplinarità. Resta però da capire come si tradurrà concretamente questa possibilità, considerata la presenza stabile delle attrezzature della ginnastica artistica.
Una risposta che non ha convinto Paladini. «Vi nascondete dietro la norma perché non avete un’idea politica della città e di quel quartiere» ha attaccato la consigliera dem, definendo quella dell’assessora «una risposta oltre i limiti della decenza».
Secondo Paladini, il problema non è la presenza della Libertas, che peraltro aveva già la propria sede in quell’area, ma l’assenza di un progetto capace di integrare realmente l’attività sportiva con le esigenze del quartiere. «Questo non significa valorizzare il quartiere. È un autogol gravissimo: dal 2023 non siete stati in grado di trovare una soluzione, passando da via Fara a via Magalotti fino a viale Kennedy».
La consigliera ha quindi sollevato il tema dell’utilizzo pubblico della struttura: «Spero che almeno il Comune possa riservarsi degli spazi. La priorità non è soddisfare una singola società, ma soddisfare tutti i cittadini e fornire un servizio alla comunità».
Rimane infine aperto il capitolo di viale Kennedy. Nonostante il fallimento della prima gara e il ritorno della Libertas all’ex Campo Tav, il progetto della nuova tensostruttura non risulta abbandonato. Franzoni ha dichiarato che i tempi sono maturi per procedere con un nuovo bando, senza però indicare una scadenza.








