Rifiuti a Novara, la raccolta puntuale funziona ma la tariffa resta ferma. E ora si temono rincari

La raccolta puntuale funziona, i rifiuti indifferenziati diminuiscono, ma la tariffa che dovrebbe premiare i cittadini più virtuosi continua a non arrivare. A mettersi di traverso anche la riforma nazionale dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) che rischia di cambiare le regole prima ancora che il sistema sia entrato pienamente in funzione, con possibili aumenti per famiglie e imprese. È quanto emerso ieri mattina in consiglio comunale durante la risposta dell’assessora al Bilancio Silvana Moscatelli a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle.

Non è la prima volta che i Cinque Stelle sollevano la questione. Già nell’ottobre 2025 i consiglieri Mario Iacopino e Francesco Renna avevano chiesto all’amministrazione quando sarebbe stata finalmente introdotta la tariffa puntuale, dopo anni di sperimentazione nei quartieri. Il problema è sempre lo stesso: il Comune misura la quantità di rifiuti indifferenziati conferiti, ma non applica ancora una tariffa commisurata al comportamento del singolo cittadino. Al suo posto vengono riconosciute riduzioni generalizzate a tutti i residenti delle zone interessate, indipendentemente dalla quantità di rifiuti effettivamente prodotta.

Una situazione confermata anche lo scorso giugno, quando il consiglio comunale ha approvato le tariffe Tari 2026 con un aumento medio dello 0,97%. In quell’occasione erano state previste riduzioni comprese tra il 3% e il 5,5% per i quartieri dove è attiva la raccolta puntuale, ma il sindaco Alessandro Canelli aveva già messo in guardia sulle conseguenze della riforma Arera, che rischia di ridimensionare i vantaggi economici per chi differenzia correttamente.

La riforma Arera e i timori del Comune

«La riforma della tariffa pentanomia proposta da Arera è stata un fulmine a ciel sereno», ha spiegato Moscatelli, sottolineando come il nuovo sistema sia destinato a sconvolgere l’attuale struttura tariffaria dei Comuni, mettendo in difficoltà anche gli uffici chiamati a predisporre i nuovi calcoli.

Il passaggio previsto è dall’attuale sistema monomio, che a Novara si basa sulla superficie degli immobili e sulla produzione media stimata dei rifiuti, a un modello articolato in cinque componenti di costo: due fisse, legate ai servizi generali come la pulizia delle strade, dei marciapiedi, la raccolta delle foglie e le attività amministrative, e tre variabili, riferite alle diverse attività di gestione dei rifiuti, tra cui raccolta e trasporto.

Un cambiamento che avrà conseguenze sia sulle utenze domestiche sia sulle attività economiche, ma del quale non è ancora possibile quantificare gli effetti sulle bollette.

«Ci sono alcuni aspetti preoccupanti e la nostra tariffa salterà», ha ammesso l’assessora, riferendosi alla necessità di ricostruire l’attuale sistema di calcolo secondo le nuove regole.

Comune, Assa e Consorzio di Bacino Basso Novarese hanno già avviato incontri tecnici. Nel frattempo Arera ha istituito un tavolo nazionale per analizzare i sistemi tariffari esistenti e definire criteri uniformi. Entro il 30 settembre il Comune di Novara ha trasmesso la documentazione richiesta e ora attende le conclusioni dei lavori, necessarie anche per procedere alla riclassificazione delle utenze non domestiche, per le quali è previsto un massimo di 30 categorie.

Solo dopo questo passaggio sarà possibile elaborare simulazioni attendibili e capire come cambieranno gli importi per famiglie e imprese. L’orizzonte indicato da Moscatelli per l’entrata in vigore della nuova tariffazione è la seconda metà del 2028.

Al quartiere San Rocco 48 tonnellate di indifferenziata in meno in tre mesi

Se sul fronte delle tariffe regna l’incertezza, i risultati della raccolta puntuale continuano invece a essere positivi. Moscatelli ha riferito che nel quartiere San Rocco, dove il sistema è stato introdotto a luglio, il confronto tra lo stesso trimestre del 2025 e quello del 2026 evidenzia una riduzione di 48 mila chili di rifiuti indifferenziati, pari al 50%.

Un risultato in linea con quelli già registrati negli altri quartieri. Nel dicembre 2024 Assa aveva comunicato una produzione media di 57,9 chili di indifferenziata per abitante nelle zone interessate dalla raccolta puntuale, contro i 109 chili delle altre aree cittadine. Nell’ottobre 2025, a Sant’Agabio, il direttore di Assa Vincenzo Altieri aveva illustrato un calo da 102 a 53 chili per abitante.

Per il 2027 è prevista l’estensione del sistema a un altro quartiere, con l’obiettivo di completare la copertura della parte nord della città. Moscatelli ha inoltre annunciato una commissione consiliare per approfondire la riforma e le sue conseguenze.

Il M5S: «Come proteggeremo i cittadini dagli aumenti?»

La replica del capogruppo del Movimento 5 Stelle Mario Iacopino si è concentrata proprio sulla contraddizione tra gli sforzi richiesti ai cittadini e il rischio di nuovi aumenti. Da una parte il Comune chiede alle famiglie di modificare le proprie abitudini, differenziare meglio e ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati; dall’altra, la nuova struttura tariffaria potrebbe comportare costi maggiori anche per chi ha già raggiunto risultati importanti.

Iacopino ha quindi chiesto quali strumenti abbia a disposizione l’amministrazione per mitigare gli eventuali rincari, ribadendo la necessità di completare il percorso verso la tariffa puntuale e sollecitando anche un sostegno della Regione. Secondo il capogruppo pentastellato, portare a termine il progetto rappresenta uno degli strumenti per contenere i costi futuri del servizio.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore