“Non perdere il battito”: alla Case della comunità di Trecate, porte aperte alla prevenzione

Controllare la pressione, riconoscere tempestivamente i segnali d’allarme, adottare stili di vita sani. Sabato scorso, 24 ottobre, in occasione della giornata mondiale per il cuore 2026, la sanità territoriale piemontese è scesa in campo con un open Day dedicato alla prevenzione cardiovascolare. L’iniziativa, promossa dall’associazione Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” in stretta collaborazione con l’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte e le singole ASL, ha visto l’apertura straordinaria di tredici Case della Comunità distribuite sull’intero territorio regionale. Per il quadrante dell’ASL Novara, il punto di riferimento è stata la Casa della Comunità di Trecate, che ha accolto i cittadini per tutta la mattinata grazie all’impegno del personale coordinato dal dottor Eraldo Occhetta.

La campagna internazionale della World Heart Federation, lanciata quest’anno con lo slogan “Non perdere il battito”, si è arricchita a livello locale di un duplice obiettivo. Da un lato, ha offerto concretamente screening, incontri informativi e attività di educazione sanitaria; dall’altro, ha permesso di presentare fisicamente ai cittadini i nuovi presidi territoriali, i professionisti (tra cui gli infermieri di famiglia) e i percorsi di cura già attivi.

«La prevenzione deve essere sempre più vicina alle persone», ha spiegato Marcello Segre, presidente dell’associazione Lorenzo Greco, sottolineando lo spirito della giornata. «Con questo open day abbiamo voluto invitare i cittadini a entrare nelle Case della Comunità e scoprire le opportunità di assistenza presenti sul proprio territorio, perché imparare a utilizzare in modo consapevole i servizi è il primo passo per prendersi cura di sé». Un concetto ribadito anche dall’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che ha inquadrato l’evento in una strategia più ampia: «Queste strutture rappresentano uno dei pilastri della nuova sanità territoriale che stiamo costruendo. Luoghi nei quali l’assistenza è sempre più vicina alle persone, capaci non solo di curare, ma di prevenire le malattie».

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