Un secolo di storia raccontato attraverso gli abiti, gli accessori e i grandi capolavori della pittura italiana. Torna al castello di Novara l’appuntamento autunnale con l’arte promosso da Mets Percorsi d’arte, giunto alla nona edizione. La nuova esposizione, dal titolo “Moda e costume nella società moderna. Hayez, Boldini, Casorati“, sarà inaugurata domani, 30 ottobre, e aprirà al pubblico sabato 31 ottobre nelle sale del primo piano del castello.
Curata, come tutte le precedenti edizioni, da Elisabetta Chiodini, la mostra propone un viaggio dai primissimi anni dell’Ottocento fino agli anni Venti del Novecento, seguendo l’evoluzione della moda, del gusto e delle abitudini sociali attraverso la pittura. Un percorso nel quale l’abito non è soltanto un elemento decorativo, ma diventa espressione dell’identità, della condizione sociale e delle trasformazioni culturali di un’epoca.
La formula è quella che il pubblico ha imparato a conoscere negli anni: un percorso espositivo costruito intorno a opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, con dipinti di grandi maestri affiancati a quelli di artisti meno conosciuti, ma altrettanto significativi per ricostruire il clima artistico e culturale del periodo.
La novità di quest’anno è la presenza, per la prima volta, di abiti e accessori originali d’epoca accanto alle tele. Cappelli, guanti, ventagli, parasole, bastoni da passeggio, borse e calzature, esposti nelle teche, permetteranno di osservare da vicino ciò che nei dipinti viene rappresentato. Gli oggetti provengono dalle Collezioni Civiche milanesi conservate a Palazzo Morando – Costume Moda Immagine e da raccolte private.
Il percorso si articola, come di consueto, in otto sezioni, prevalentemente cronologiche, che seguono le trasformazioni della moda femminile e maschile. Si parte dall’eleganza neoclassica dei primi decenni dell’Ottocento, con gli abiti leggeri e a vita alta ispirati all’antichità, immortalati nei ritratti di Andrea Appiani, per arrivare alle silhouette romantiche e alle grandi gonne sostenute dalle crinoline di metà secolo. Tra i protagonisti di questa fase figura Francesco Hayez, presente con alcuni ritratti femminili, tra cui quelli della cantante Matilde Juva Branca e della contessa Antonietta Tarsis Basilico.
La seconda metà dell’Ottocento racconta invece il progressivo cambiamento delle forme, con le gonne che perdono volume sul davanti, i drappeggi sempre più elaborati e l’affermazione della sartoria moderna. È il periodo rappresentato, tra gli altri, da Silvestro Lega, Domenico Induno, Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini.
Particolarmente significativo il dialogo tra il pastello Foglie d’autunno di De Nittis e un abito realizzato intorno al 1883 dalla sartoria milanese di Marianna Cantelli, appartenuto a Costanza Adamoli Gibbs, moglie del patriota Giulio Adamoli. Un accostamento che permette di confrontare direttamente la rappresentazione pittorica con un autentico capo dell’epoca.
Una sezione particolare, allestita nella piccola cella del castello, è dedicata al fumo femminile, da gesto anticonformista a simbolo di emancipazione. Attraverso opere come La lettrice di Federico Faruffini e Donne al caffè di Pietro Marussig, la sigaretta diventa il segno di un cambiamento nei comportamenti e nel ruolo sociale delle donne.
Il percorso si conclude con i primi decenni del Novecento, quando la moda abbandona progressivamente i corsetti rigidi e le strutture più elaborate per adottare linee semplici, gonne più corte e abiti adatti a una vita sempre più dinamica. A raccontare questa trasformazione sono anche i dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Giovanni Boldini e Felice Casorati, presente con Le ereditiere del 1910.
Ne emerge una storia che va oltre l’evoluzione dell’abbigliamento: attraverso il modo di vestire cambia anche il modo di rappresentarsi e di stare nella società, soprattutto per le donne, protagoniste della maggior parte delle opere esposte.








