Le deleghe si redistribuiscono, le fratture politiche si archiviano. O almeno si prova a farlo. A tre mesi dal terremoto che aveva investito la maggioranza in Provincia, il presidente Marco Caccia ha annunciato oggi in consiglio provinciale, la nuova assegnazione degli incarichi ai consiglieri. Un passaggio reso necessario dalla revoca delle deleghe a Mauro Gigantino e dalla contestuale restituzione degli incarichi da parte di Luigi Laterza.
In aula Caccia ha ricordato entrambi i passaggi, senza però soffermarsi sulle ragioni politiche che li avevano determinati. Nel comunicato stampa, addirittura, quel riferimento scompare, lasciando spazio a una dichiarazione tutta incentrata su competenze, coordinamento e continuità amministrativa.
«La redistribuzione delle deleghe serve a organizzare il lavoro e a seguire con continuità le diverse materie – ha dichiarato Caccia –. Ogni consigliere porta competenze e conoscenza del territorio che devono tradursi in un contributo concreto all’attività della Provincia. Il coordinamento tra le deleghe sarà fondamentale per affrontare le priorità dell’Ente e mantenere un rapporto costante con i Comuni e con le realtà economiche e sociali del Novarese».
Tutto condivisibile, naturalmente. Peccato che manchi un dettaglio: le deleghe non erano rimaste senza titolare per un’improvvisa esigenza di riorganizzazione, ma perché due consiglieri della maggioranza erano entrati in rotta di collisione con i vertici dell’ente. Una circostanza che nella dichiarazione del presidente sparisce, sostituita da un rassicurante lessico istituzionale fatto di competenze, coordinamento e continuità.
Eppure, durante l’estate, lo stesso Caccia non aveva nascosto le ragioni politiche della revoca a Gigantino, motivandola con «prese di posizione del consigliere abbastanza forti contro l’attuale maggioranza». Una decisione arrivata dopo l’uscita di Gigantino da Fratelli d’Italia per aderire a Futuro Nazionale e seguita dalla clamorosa presa di posizione di Laterza, che aveva restituito i propri incarichi attaccando frontalmente la gestione politica di Palazzo Natta.
All’epoca Caccia aveva annunciato che avrebbe trattenuto personalmente le deleghe fino al rinnovo del consiglio provinciale, previsto per settembre. Un appuntamento poi rinviato per effetto delle disposizioni nazionali sulla proroga dei mandati provinciali.
La situazione si è così prolungata fino al decreto presidenziale del 27 ottobre, con il quale il presidente della Provincia ha deciso di riassegnare le competenze. La crisi politica, insomma, ha prodotto conseguenze amministrative concrete. Ma nella versione ufficiale il conflitto lascia il posto alla continuità dell’azione dell’ente, come se si trattasse di un normale aggiornamento dell’organigramma.
Le nuove deleghe
La redistribuzione assegna al vicepresidente Andrea Crivelli i rapporti con la Fondazione Novara Sviluppo. A Lido Beltrame vanno il marketing, la promozione delle eccellenze del territorio e i rapporti con il mondo del lavoro, mentre Marina Grassani si occuperà dei rapporti con il volontariato sociale.
Giuseppe Maio assume le deleghe ad Ambiente e Transizione ecologica, Davide Molinari quelle a Cave e Rifiuti, Barbara Pace le Politiche giovanili. A Pietro Palmieri vengono affidate Digitalizzazione e innovazione tecnologica e i rapporti con le associazioni del commercio.
Caccia mantiene invece direttamente Avvocatura, Affari generali, Comunicazione, Assistenza tecnica a tutti i Comuni della provincia, Energia e Rapporti con le istituzioni operanti nella sanità.
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