Il sindaco Alessandro Canelli non difende il presidente di Atc Piemonte Nord Marco Marchioni, anzi riconosce apertamente che «ha sbagliato». Ma per discutere della sua eventuale sfiducia e della richiesta di revoca dell’incarico avanzata dal Partito democratico bisognerà aspettare il prossimo consiglio comunale. È quanto accaduto nella seduta del 30 ottobre, quando il Pd ha presentato un ordine del giorno urgente, prima firmataria la consigliera Sara Paladini, dopo la vicenda dell’inquilina delle case popolari di via Adamello che aveva denunciato pubblicamente i disservizi della propria abitazione e si era vista rispondere da ATC con la divulgazione della sua situazione debitoria.
La vicenda risale al 27 ottobre, durante l’inaugurazione dei murales del progetto “Quartiere museale Rizzottaglia”. Davanti al sindaco, una residente aveva preso la parola per raccontare le condizioni in cui vivono gli inquilini delle case popolari: problemi di approvvigionamento dell’acqua, citofoni fuori uso e presenza di topi. Due giorni dopo, nella replica affidata alla stampa, Marchioni aveva reso nota la posizione debitoria personale della donna, identificandola con nome e cognome. Nella stessa risposta, il presidente aveva peraltro confermato l’esistenza di un guasto alla pompa dell’acqua della palazzina al civico 21, con conseguenti rallentamenti del flusso nelle ore di maggiore utilizzo.
Un comportamento che il Pd considera gravissimo. Nell’ordine del giorno i consiglieri richiamano la normativa sulla protezione dei dati personali, sottolineando come un ente pubblico non possa diffondere informazioni economiche relative ai singoli assegnatari al di fuori dei casi previsti dalla legge. Soprattutto, contestano il collegamento tra la morosità dell’inquilina e la fondatezza delle sue segnalazioni, ritenendo che la pubblicazione di quei dati rischi di trasformarsi in un deterrente per chiunque voglia denunciare un disservizio.
Il documento chiedeva al consiglio di esprimere solidarietà alla cittadina e agli altri residenti di via Adamello, dichiarare la propria sfiducia nei confronti di Marchioni e impegnare sindaco e giunta a chiedere formalmente alla Regione Piemonte, competente sulla nomina del presidente di ATC, la revoca del suo incarico.
Ma l’urgenza non è stata riconosciuta e l’ordine del giorno non è arrivato alla discussione. A opporsi è stato lo stesso Canelli, che ha però preso nettamente le distanze dal comportamento del presidente di Atc. «Marchioni ha sbagliato», ha affermato il sindaco, precisando tuttavia che la questione non rientra nelle competenze del consiglio comunale e che non sussistono le condizioni per una trattazione urgente. Canelli ha comunque riconosciuto la necessità di affrontare il tema, proponendo di farlo nella prossima seduta, allargando il confronto alla situazione complessiva delle case popolari.
Una posizione che non ha convinto Paladini, secondo la quale quello di Marchioni rappresenta «un abuso della funzione pubblica ai limiti dell’intimidatorio». Per il Pd, dunque, non si tratta soltanto di una replica inopportuna, ma di una questione che investe direttamente le responsabilità di chi guida un ente pubblico e gestisce informazioni personali ed economiche di migliaia di famiglie.
La vicenda si inserisce peraltro in un rapporto tra Comune e Atc tutt’altro che sereno. Nella stessa seduta consiliare non sono mancate le critiche all’ente, anche durante la discussione di un‘interrogazione del Movimento 5 Stelle relativa agli immobili di via Goito, di proprietà comunale ma affidati alla gestione di Atc.
Le frizioni tra Palazzo Cabrino e l’agenzia territoriale per la casa non sono una novità. Tanto che il Comune sta già avviando le procedure per affidare a un soggetto diverso da Atc la gestione degli alloggi del nuovo quartiere Pinqua (ex Campo Tav), una scelta che testimonia le difficoltà nei rapporti tra i due enti.








