Il Conservatorio celebra i 70 anni dalla morte di Cantelli: un convegno apre la nuova stagione

Settant’anni dopo la sua morte, Guido Cantelli torna protagonista nella città che gli ha dato i natali e nel Conservatorio che porta il suo nome. Sarà proprio una giornata interamente dedicata al grande direttore d’orchestra novarese, scomparso nel 1956, ad aprire sabato 7 novembre la nuova stagione artistica dell’istituto: un convegno di studi, la presentazione di un volume e un appuntamento musicale che permetterà di scoprire anche un aspetto meno conosciuto del maestro, quello di compositore.

L’iniziativa inaugura il calendario dei Concerti del sabato, la rassegna curata da Alessandro Zignani, docente del Conservatorio, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Novara. Gli appuntamenti si terranno alle 17 nell’Auditorium Fratelli Olivieri e saranno preceduti, alle 16.30, da una lezione introduttiva dello stesso Zignani, pensata per offrire al pubblico gli strumenti per comprendere e ascoltare i brani in programma.

L’ingresso è libero e la partecipazione dei musicisti, sia studenti sia docenti, è completamente gratuita. Una formula che conferma la volontà del Conservatorio di aprirsi alla città, rendendo la musica accessibile anche a chi non frequenta abitualmente le sale da concerto.

La nuova stagione proporrà un repertorio che, come ha spiegato Zignani, si discosta dalle scelte più consuete, dando spazio anche ad autori poco conosciuti, alcuni dei quali ancora viventi e attivi nella composizione. Un’occasione per affiancare ai grandi nomi della tradizione musicale pagine meno frequentate, ampliando gli orizzonti dell’ascolto.

Il convegno inaugurale, curato dall’Ufficio Ricerca del Conservatorio, porta un titolo tratto dalle parole dello stesso direttore: «Più mi convinco che è difficile dirigere, altrettanto vengo a scoprire nuove possibilità in me». Un’espressione che restituisce il rapporto di Cantelli con la direzione d’orchestra, vissuta come una ricerca continua, interrotta prematuramente dalla morte a soli 36 anni.

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La giornata comincerà alle 10 nella Sala Tognatti, con una prima sessione coordinata da Federico Fornoni. Emanuele Franceschetti approfondirà il rapporto tra Giorgio Federico Ghedini e Cantelli attraverso il Concerto per orchestra del 1955, mentre Ruben Vernazza, dell’Università di Palermo, affronterà il legame con Arturo Toscanini e il tema dell’eredità artistica. Carlo Cavalletti, del Conservatorio di Perugia, si concentrerà invece sulla fortuna critica del direttore novarese.

Alle 14 riprenderanno i lavori, coordinati da Greta Carlino. Giovanni Bartoli ripercorrerà la figura di Cantelli attraverso memorie e testimonianze legate alla scuola direttoriale italiana; Alessandro Zignani approfondirà la sua interpretazione di Mozart, mentre Nicola Paszkowski analizzerà la modernità della sua concezione tecnica e musicale.

Alle 16.30 il programma si sposterà nell’Auditorium Fratelli Olivieri per la presentazione di Guido Cantelli. Da Novara all’America. Studi e documenti, pubblicato da Zecchini nel 2026 e curato da Alberto Viarengo. Il volume è il secondo della collana «Quaderni del Cantelli», dedicata alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio storico e musicale legato al Conservatorio e al suo intitolatario. L’incontro sarà moderato da Federico Fornoni, con gli interventi di Alessandro Zignani e dello stesso Viarengo.

Ad accompagnare la presentazione sarà un programma musicale particolarmente significativo, dedicato alle composizioni di Cantelli, conosciuto universalmente come direttore d’orchestra ma assai meno come autore. Si tratta di liriche scritte quando aveva 23 anni, che consentono di esplorare una dimensione diversa della sua personalità artistica.

Tra i brani in programma figurano Ave Maria, Tornata è primavera, Margherita, I Partigiani di Moscatelli, È un valzer, Lentamente, Giulia, Amore mio ed È caduta una stella. A interpretarli saranno il soprano Seunghee Choi e il tenore Keunsu Kim, allievi della classe di Canto del maestro Giovanni Botta, la mezzosoprano Greta Carlino, dottoranda del Conservatorio, e Hongbo Mao al pianoforte.

La giornata sarà dunque non soltanto un omaggio a una delle figure più importanti della storia musicale novarese, ma anche un’occasione per approfondirne il percorso umano e artistico, attraverso la ricerca, la divulgazione e l’esecuzione dal vivo di pagine raramente ascoltate.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore