Dopo nove anni di chiusura, torna percorribile il tratto della ciclopedonale del Parco naturale del Ticino tra Oleggio e l’area dell’ex cava Sab-Ghia. Circa un chilometro di percorso restituito a pedoni e ciclisti, primo passo di un progetto più ampio che punta al recupero ambientale di 21 ettari di territorio.
La cerimonia di riapertura si è svolta all’accesso di via Isola Gola, con il taglio del nastro e una passeggiata a piedi e in bicicletta lungo il tratto recuperato. Numerosi i cittadini che hanno partecipato all’inaugurazione e percorso nuovamente il tracciato.
Il collegamento fa parte della dorsale ciclopedonale di 63 chilometri che attraversa da nord a sud il Parco del Ticino, tra zone umide, lanche, boschi e aree agricole. Il tratto riaperto costeggia i laghetti e i boschi dell’ex cava e rappresenta anche un collegamento strategico con le aree naturali del territorio lombardo.
«Dopo nove anni riapriamo questo tratto grazie al percorso avviato con il Comune di Oleggio, finalizzato a restituire 21 ettari alla comunità», ha dichiarato Alessandro Bellan, presidente dell’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. «In seguito perfezioneremo l’acquisto dell’area e valuteremo gli interventi necessari».
L’acquisizione dell’ex cava da parte dell’Ente è infatti ancora in corso e prevede l’utilizzo di fondi di compensazione messi a disposizione da Satap, concessionaria dell’autostrada A4. L’obiettivo è rimuovere gli impianti e le strutture legati alla precedente attività estrattiva e procedere alla rinaturalizzazione dei laghetti e degli spazi circostanti. Un accordo tra il Parco e il Comune di Oleggio servirà inoltre a collaborare nella ricerca delle risorse necessarie alla riqualificazione ambientale e alla fruizione dell’area.
Il sindaco Andrea Baldassini ha sottolineato il valore della riapertura per il territorio: «C’è un forte bisogno di riappropriarsi di questi luoghi. Aver risolto questo blocco è stato fondamentale». L’area, utilizzata a lungo come laghetto sportivo, negli ultimi quindici anni era stata quasi completamente abbandonata.
Per Davide Molinari, consigliere delegato della Provincia di Novara, il recupero significa «rimettere al centro la biodiversità, che è fondamentale conservare». L’assessora regionale Daniela Cameroni ha invece evidenziato le opportunità per le scuole e il turismo lento: «Finalmente le scuole potranno programmare gite a chilometro zero di assoluta qualità, dove la biodiversità è tangibile».
La direttrice dell’Ente, Monica Perroni, ha ringraziato il personale, dai guardiaparco agli addetti tecnici e alla manutenzione, insieme alle realtà che hanno sostenuto il progetto: Sentinelle della natura, ragazzi del Servizio civile, Guardie ecologiche volontarie, guardie della Provincia, Amici del Ticino e Fiab. «I volontari sono il motore, coloro che conoscono il territorio e che riescono anche a vigilarlo», ha concluso.








