I Consulenti del Lavoro a Bruxelles: «L’intelligenza artificiale sta già cambiando il lavoro»

L’intelligenza artificiale è già entrata nelle aziende e negli studi professionali, ma imprese e lavoratori devono essere accompagnati perché il cambiamento non si traduca soltanto in automazione e riduzione dei costi. È questo il tema portato a Bruxelles dalla presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Novara, Annalisa Coda Zabetta, che ha partecipato alla delegazione di Piemonte e Valle d’Aosta impegnata in un confronto con le istituzioni europee sul futuro del lavoro.

La visita si è articolata in due giornate. L’8 settembre i professionisti hanno incontrato al Comitato economico e sociale europeo rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro, partecipando a una tavola rotonda dedicata all’intelligenza artificiale, all’organizzazione delle imprese, alle nuove competenze e alla semplificazione.

Il giorno successivo il confronto si è spostato al Parlamento europeo, dove la delegazione ha incontrato l’eurodeputato piemontese Giovanni Crosetto. Al centro della discussione la transizione digitale, la competitività delle imprese, l’accesso ai finanziamenti europei e le politiche necessarie per governare l’impatto dell’innovazione sull’occupazione.

Un passaggio che per l’Ordine novarese non deve rimanere confinato nelle sedi istituzionali. L’obiettivo è trasformare il dialogo avviato a Bruxelles in strumenti utilizzabili soprattutto dalle piccole e medie imprese, spesso meno attrezzate per affrontare la trasformazione tecnologica, e dare continuità al progetto di un osservatorio piemontese dedicato all’intelligenza artificiale e al lavoro.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, che il 28 gennaio scorso ha sottoscritto a Ginevra un accordo con l’Organizzazione internazionale del lavoro. L’intesa prevede attività congiunte di ricerca e formazione, la diffusione di buone pratiche e la promozione di un impiego etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alla sicurezza e alle esigenze delle piccole e medie imprese.

«L’esperienza di Bruxelles è stata utile e positiva – commenta Coda Zabetta – perché ci ha permesso di portare la voce dei Consulenti del Lavoro piemontesi dentro le istituzioni europee. Il nostro punto di osservazione, quello di chi opera ogni giorno accanto a imprese e lavoratori, può contribuire a tradurre le scelte europee in strumenti concreti, soprattutto sul tema dell’intelligenza artificiale».

La questione, sottolinea la presidente, non riguarda più soltanto le strategie delle grandi aziende: «L’intelligenza artificiale entra ormai nel lavoro quotidiano e porta con sé una domanda: quale lavoro, affiancato dall’IA, ci permetterà ancora di realizzarci come persone? È una sfida che deve essere affrontata adesso, prima che il cambiamento sia già avvenuto».

Da qui la volontà di proseguire il percorso anche a livello territoriale: «Il progetto dell’osservatorio piemontese va in questa direzione. L’obiettivo è dare continuità al dialogo con le istituzioni europee, portando l’Europa dentro le nostre imprese e l’esperienza delle nostre imprese in Europa».

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