Tornano i Cantieri d’Arte 2026, la storica mostra del basso novarese, che si terrà dal 19 settembre all’11 ottobre presso Villa Marzoni a Tornaco. La rassegna di quest’anno avrà però come protagonista anche il Comune di Borgolavezzaro, grazie a una speciale installazione artistica incentrata sul tema del labirinto creata dall’artista GP Colombo: La risaia come un foglio di carta: cronaca di un labirinto.
«Credo che attività di questo tipo servano per promuovere il nostro territorio: avendo tanti piccoli comuni, ognuno di loro deve avere la possibilità di esprimere liberamente il proprio potenziale – ha sottolineato Andrea Crivelli, vicepresidente della Provincia di Novara, durante la presentazione dell’evento – Tutti i meriti vanno quindi alle amministrazioni comunali, che ringrazio per averci proposto questo progetto e dare il nostro sostegno all’iniziativa. Si tratta di un ottimo evento, che può permettere di scoprire qualcosa di curioso e che non si può vedere da nessun’altra parte».
Un evento per unire i comuni
Soddisfazione anche nelle parole del sindaco di Tornaco Giovanni Caldarelli: «Come sindaco sono molto orgoglioso, perché quest’anno, grazie alla collaborazione di molte persone, siamo riusciti a coinvolgere anche diversi Comuni, su tutti Borgo Lavezzaro. Voglio ringraziare tutti per il sostegno a questo progetto, che per noi è molto importante per valorizzare il nostro territorio, e credo sarà un’occasione per crescere tutti assieme».
«In questi anni ci sono state diverse difficoltà ad accedere a fondi pubblici per iniziative di questo tipo – ha aggiunto Maria Rosa Fagnoni referente di ATL Novara – ma dall’altra parte abbiamo avuto sempre più apertura da parte delle amministrazioni comunali e delle pro loco. C’è proprio la volontà di mettere in collegamento questi piccoli borghi, che magari agli occhi di qualcuno possono sembrare insignificanti, ma che in realtà hanno moltissimo da raccontare. Questo progetto dei Cantieri d’Arte vuole avere proprio questo obiettivo: quello di valorizzare i comuni della bassa novarese».
Un progetto di valorizzazione e di rivitalizzazione che è anche nei piani della Provincia di Novara. Ad illustrarlo è Marco Caccia, presidente della Provincia di Novara: «Come Provincia stiamo puntando molto sulla valorizzazione dei nostri territori, e crediamo che la bassa abbia un enorme potenziale in questo senso. Penso che l’aspetto principale sia valorizzare la loro storia centenaria, provando ad emulare quello che in Francia fa la città a noi gemellata di Chalon-sur-Saône, che sul territorio lavora molto bene».
La risaia come un foglio di carta
I Cantieri d’Arte 2026, come detto, verranno inaugurati il prossimo 19 settembre, ma c’è un progetto che è già visitabile. Si tratta dell’opera di land art La risaia come un foglio di carta: cronaca di un labirinto, intervento artistico presso la cascina Caccia di Borgolavezzaro curato dall’artista GP Colombo.
L’opera è stata realizzata con l’aiuto di Domenico Bernascone, presidente del Museo Etnografico della Bassa Novarese: «Quando GP Colombo, Fabrizio Parachini e Mario Finotti mi hanno proposto questo progetto ho messo da subito a disposizione la mia esperienza per quanto riguarda queste opere nelle risaie. Ma per non lasciarlo confinato alle risaie abbiamo deciso di inserirlo all’interno di questi Cantieri d’Arte, che verteranno attorno a questa idea di labirinto. Come sempre, Tornaco è sul pezzo e non si lascia sfuggire queste occasioni».
La risaia come un foglio di carta: cronaca di un labirinto, che occupa un’area di 25×25 metri, nasce dall’idea di sfruttare la risaia come se fosse un foglio fatto di terra e acqua. A illustrarla nel dettaglio è stato Fabrizio Parachini, curatore della mostra e della rassegna: «Sfruttando la semina, piantando due varietà di riso, ovvero il Razza 77 e il Gioiello, siamo riusciti a creare un disegno, che si trasforma giorno dopo giorno, nello spirito della land art in cui è la natura a completare l’opera dell’autore, ribaltando il rapporto classico dell’arte. L’invito è quello di pensare al territorio come un qualcosa di valore, nonostante il valore quasi effimero dell’opera in sé, che dura una sola stagione, dalla semina alla raccolta».
«Il bello della land art è proprio il fatto che cambierà con il tempo – ha concluso Bernascone – con il tempo la parte verde diventerà giallo-oro, mentre quella oggi nera sarà di colore più scuro, tendente al marrone. Documentarne l’evoluzione sarà proprio uno degli obiettivi della mostra».








