Niente fermo per i veicoli diesel Euro 5 nella stagione autunnale e invernale. Con il via libera arrivato dal Consiglio regionale del Piemonte, l’aggiornamento del piano della qualità dell’aria ha superato la misura dello stop al traffico dal 1° ottobre al 31 marzo e ha introdotto un nuovo pacchetto di interventi. In sostituzione del divieto generalizzato per le auto, la Regione ha definito una linea operativa basata sullo stanziamento di oltre 100 milioni di euro in bandi e progetti destinati a mobilità, agricoltura e riscaldamento.
Le dichiarazioni di Cirio e Marnati
Sulla revisione delle regole sono intervenuti in una nota congiunta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati: «L’approvazione del piano rappresenta un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte. Siamo riusciti a evitare il blocco dei veicoli diesel Euro 5 individuando, con criteri scientifici validati da Arpa, misure alternative in grado di ridurre le emissioni in maniera equivalente senza penalizzare oltre 307 mila tra cittadini e imprese che, con il blocco delle auto, non avrebbero più potuto utilizzare il proprio veicolo per spostarsi e lavorare. Ora passiamo alla fase operativa con bandi strategici per oltre 100 milioni di euro per l’incentivo dei biocarburanti, la rigenerazione urbana, la modernizzazione dell’agricoltura e del riscaldamento domestico, con l’obiettivo primario di coniugare la sostenibilità ambientale con quella delle famiglie e delle imprese».
I provvedimenti per la mobilità e il territorio novarese
Nel dettaglio, la programmazione sulle emissioni da traffico prevede specifici capitoli di spesa che interessano direttamente anche la provincia novarese. Sono stati stanziati 14 milioni di euro nel biennio per sostenere l’utilizzo di biocarburanti diesel di origine rinnovabile per il trasporto pubblico e le auto private Euro 6 e precedenti; nell’inverno 2026-2027 si aprirà il primo bando, che riguarderà Novara e l’area metropolitana di Torino, con un contributo tra i 50 e i 100 euro annui su carta biocarburante, puntando a incrementare la quota di biocarburante nella rete oltre il 150%.
Tra le attività confermate dal documento rientra la conclusione dei progetti per le zone a traffico limitato dei comuni capoluogo di Novara e Alessandria, mentre sul fronte dell’innovazione nel traffico partirà il monitoraggio di flussi e polveri con sistemi di intelligenza artificiale, per il quale è previsto un investimento da 11,6 milioni di euro e un primo prototipo atteso nell’inverno 2026-2027 a Torino. Sulla rigenerazione e ciclabilità è già aperto il bando “città rigenerative” da 44 milioni complessivi, che assegna 14 milioni per velostazioni e percorsi ciclabili casa-lavoro, affiancandone 30 per interventi urbani come pedonalizzazioni, zone 30, scuole car free, forestazione urbana e asfalti o vernici antismog.
I capitoli su agricoltura ed energia domestica
Il piano interviene in maniera strutturale anche su agricoltura ed edilizia privata, al fine di incidere sulla diffusione in atmosfera delle altre tipologie di inquinanti legati alle attività agricole e al riscaldamento residenziale. Sul versante agricolo, oltre 10 milioni di euro saranno indirizzati alla zootecnia tramite bandi per la copertura delle vasche di stoccaggio dei liquami e per l’interramento dei reflui, allo scopo di limitare la dispersione di ammoniaca. Per l’autunno 2027 è poi fissata l’introduzione degli incentivi alle colture di copertura autunno-vernine per la protezione e la valorizzazione del suolo.
Per quanto riguarda il riscaldamento, si apriranno in primavera i bandi ambientali, con una dote di 12,4 milioni di euro, volti a finanziare la messa a norma delle canne fumarie, l’installazione di filtri sulle caldaie esistenti e la sostituzione di camini o vecchie stufe con generatori ad alte prestazioni. A tali voci si aggiungono 1,9 milioni di euro destinati all’efficientamento energetico degli edifici a biomassa e alla manutenzione professionale degli impianti, con specifici incentivi volti a favorire l’uso di combustibile proveniente da filiera locale e sostenibile.
«Abbiamo dimostriato che con rigore scientifico, pragmatismo e buon senso possiamo migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento senza penalizzare famiglie e attività» hanno concluso Cirio e Marnati.








